Più di 33 milioni di pellegrini giunti a Roma, oltre le aspettative (31 milioni erano le previsioni), 35 grandi eventi, un sistema già ribattezzato "metodo Giubileo" che ha funzionato in tutti i suoi aspetti e che potrà essere utilizzato per altre sfide. Il Papa chiude questa mattina, alle 9.30, la Porta Santa di San Pietro, concludendo così il Giubileo della Speranza. A tracciare il bilancio di quello che passerà alla storia come il Giubileo dei due Papi (non accadeva dal 1700) è stato in primis monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione. Numeri da record per l'evento che ha rappresentato "un volano e non un investimento a perdere", ha sottolineato Fisichella. Il primo dato riguarda i pellegrini: 33.475.369 provenienti da 185 Paesi. Un conteggio effettuato grazie alla telecamera installata a San Pietro e allo strumento del contapersone tenuto dai volontari nelle altre Basiliche Patriarcali San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo Fuori le Mura. I pellegrini arrivati per il Giubileo sono giunti per il 62% dall'Europa al primo posto c'è l'Italia e poi, al secondo posto, dagli Stati Uniti, complice quasi sicuramente il fatto che il 9 maggio sia stato eletto al Soglio di Pietro il primo Papa statunitense della storia.
Questa mattina, per il rito di conclusione del Giubileo, ci sarà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Papa celebrerà poi la messa dell'Epifania a San Pietro prima di recitare l'Angelus affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni.
"La città di Roma ha vinto la sua sfida", ha esordito mons. Fisichella. "È stato un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l'esperienza vissuta". "Roma, secondo la sua vocazione, ha saputo essere accogliente e ha mostrato il volto di una città sicura". Il Pro-Prefetto ha voluto ricordare come quello che si chiude oggi sia stato un Giubileo "diffuso", con Porte giubilari in ogni angolo della Terra. "Il 28 dicembre, ad Hanoi, in Vietnam, 15mila fedeli hanno partecipato alla conclusione del Giubileo", ha riferito. "È stato un Giubileo che ha seminato e i frutti verranno nel futuro".
Ritorno anche economico. Anche se non è stato effettuato un calcolo (la ricaduta era stimata in 17 miliardi di euro), il Giubileo "non è stato un investimento a perdere, ma un volano", ha sottolineato mons. Fisichella che ha poi esaltato il "metodo" come espressione della sintonia tra le istituzioni. "È nostra intenzione non confinare al 2025 il metodo seguito" per il Giubileo, ha detto da parte sua il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
A tracciare un bilancio più che positivo è stato anche il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. "Sono stati investiti oltre 1,7 miliardi e siamo al 75 per cento di risorse per cui i cantieri si sono conclusi. Di 332 interventi sono 204 saranno 208 tra pochi giorni - quelli terminati", ha sottolineato. "Roma è cresciuta economicamente, in questo anno; abbiamo diversi indicatori positivi". E ancora: "Complessivamente è stato speso il 90% delle risorse" in riferimento "agli interventi essenziali e indifferibili".
Chiuso l'Anno Santo, iniziano per Leone nuove sfide.
A cominciare dal Concistoro straordinario che richiamerà a Roma i cardinali di tutto il mondo, in programma domani e l'8 gennaio. Due giornate all'insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione per "offrire sostegno e consiglio" al Pontefice.