Il via libera al dodicesimo pacchetto di aiuti per l'Ucraina supera l'esame del Parlamento, con una coda di sfogo da parte del ministro della Difesa Guido Crosetto: "Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina fino ad oggi è stato quello di impedire che chi voleva distruggere e piegare la popolazione ucraina potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io me ne sento orgoglioso" dice in Aula alla Camera. La risoluzione del governo, nella quale viene ribadito il sostegno a Kiev, incassa l'astensione del Pd. Il copione si inverte con la maggioranza che vota il testo dem. L'Aula boccia le risoluzioni di Avs e M5s, che chiedevano lo stop agli aiuti militari per l'Ucraina. Passa invece con riformulazione il testo di Più Europa con il voto della maggioranza. Nel centrodestra lo strappo è in casa Lega con due deputati che votano contro mentre al Senato Enrico Borghi non partecipa al voto. No anche da parte dell'ex parlamentare Fdi Emanuele Pozzolo (oggi vicino a Roberto Vannacci). Nel campo largo lo strappo più vistoso è tra Pd e M5s. Nella risoluzione grillina c'è la richiesta al governo di revocare sin da subito tutti gli aiuti militari all'Ucraina. Nel testo di Schlein e Provenzano c'è la richiesta opposta: sostenere e rinnovare l'impegno alla battaglia dell'Ucraina.
L'esito della votazione regala il primo sussulto: l'astensione del Pd sul testo di maggioranza. È un miscuglio di cambi e pareri. Nel testo di Più Europa, vengono accolte alcune riformulazioni, che spingono la maggioranza a dire sì. Stesso copione per Italia Viva, che incassa parere favorevole dal governo alla Camera e al Senato. Mentre fuori dal campo largo, Azione propone modifiche che vengono accolte. Il pallottoliere di Montecitorio registra l'ok alla risoluzione di maggioranza con 186 sì 49 i contrari e 81 gli astenuti. Nelle file leghiste i due dissidenti sono Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che spiega: "Ho votato secondo coscienza, rispettando quanto ci dicono i nostri elettori, di smetterla di dare soldi e armi a Kiev". Il Senato non regala colpi di scena. Arriva il via libera alla risoluzione di maggioranza. Mentre sui testi di Azione, Italia Viva e Più Europa il governo dà parere favorevole. Il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo spegne le polemiche: "Nessuno della Lega ha votato contro, Borghi era assente". Nel Pd i riformisti scalpitano. In quattro votano con Azione e Italia Viva. Sono i deputati Marianna Madia, Lia Quartapelle, Piero Fassino e Lorenzo Guerini. Mariastella Gelmini ricorda: "Grazie agli aiuti Kiev può scrivere finale diverso". Per Stefania Craxi "l'aiuto è un dovere". In Aula il più carico di tutti è il ministro Crosetto che rivendica con piglio la scelta italiana di schierarsi al fianco di Kiev: "Senza gli aiuti ci sarebbe stato qualche migliaio di morti in più perché qualche missile non sarebbe stato fermato, ma non ci sarebbe stato nemmeno un giorno di guerra in meno". E manda poi un messaggio ai pacifisti (anche di casa sua): "Mandare armi a Kiev non è scelta bellicista". La Lega nell'intervento in Aula fissa paletti: "Si è stabilito grazie alla Lega che gli aiuti militari siano esclusivamente a scopo difensivo, escludendo così qualsiasi finalità offensiva, ma unicamente orientati alla tutela della popolazione civile e delle infrastrutture sensibili. Questo principio da noi sempre sostenuto con convinzione è oggi esplicitato nel testo, ponendo fine ad ogni ambiguità. C'è un aspetto che ci preme ribadire con forza.
La Lega, e l'ha detto anche il ministro Crosetto, non accetterà mai l'invio di militari italiani". Coda finale sullo scontro di due giorni fa alla Camera sul caso Hannoun. "Rivendico le mie battaglie dice Stefania Ascari (M5s). Replica Riccardo De Corato (Fdi): "Andavi a braccetto con il capo di Hamas in Italia".