Il "blocco navale", e tanto altro, è ancora un disegno di legge da votare in Parlamento, ma le Ong del mare, con l'appoggio della solita giudice Albano, di un ex prefetto pro migranti e della falange legale che vuole le porte aperte ha già cominciato a "sparare" ad alzo zero. Il disegno di legge su immigrazione e sicurezza ha scatenato la levata di scudi e lo sconcerto delle Ong, disperate, ma unite contro il governo. "Dopo la Legge Piantedosi e il Decreto Flussi arriva un'altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo" si legge in un comunicato firmato da nove Organizzazioni non governative. Da Alarm phone, il centralino dei migranti a Emergency, Mediterranea di Casarini e soci, Medici senza Frontiere, Open arms, che non è riuscita ad incastrare Salvini, Sea Watch, gli estremisti dell'accoglienza tedeschi e le Sos altrettanto talebane. Anche se le Ong non vengono mai citate nel disegno di legge, la possibilità del blocco navale è visto come fumo negli occhi: "Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie". Non migranti illegali o clandestini, ma gente che può muoversi dove vuole secondo la nuova definizione. "L'interdizione fino a sei mesi dall'ingresso nelle acque territoriali - spara a zero la nota delle Ong - viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso". La risposta più ironica arriva da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d'Italia: "Il soccorso in mare è un compito dello Stato. All'accusa di voler estromettere le Ong in mare rispondo: magari!". Silvia Albano, a capo di Magistratura democratica, che ha sempre messo i bastoni fra le ruote alle mosse del governo sull'immigrazione, già sentenzia che "i respingimenti collettivi sono vietati". E sulla possibilità, riemersa, di portare i migranti in Albania, la giudice sostiene che "non mi pare possa ritenersi un'applicazione delle modifiche al regolamento europeo". Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde indirettamente che il "blocco navale" è "conforme alle regole europee". Albano rincara la dose sul resto del pacchetto convinta che "si affermi un concetto di sicurezza e ordine pubblico fondato solo sulla forza e sulla repressione che è del tutto contrario alla nostra Costituzione".
Sea watch non solo parla di disegno di legge "rivoltante", ma attraverso la portavoce, Giorgia Linardi, annuncia che non rispetterà il blocco navale. In tutta risposta "metteremo in mare una nuova nave, che affiancherà le due già esistenti, SeaWatch5 e Aurora".
Si mette in mezzo anche l'ex prefetto Mario Morcone, che venne sostituito da Salvini al Viminale con l'allora nuovo capo di gabinetto Matteo Piantedosi, oggi ministro dell'Interno. "Il blocco navale è una vecchia fissazione di Giorgia Meloni, ma non esiste - dichiara -. Quello che il governo ha cercato di fare con questo provvedimento è trovare uno strumento giuridico per respingere le ong".
I legali pro migranti di Asgi, che è stata finanziata da Open society di George Soros, hanno lanciato un' "arena di confronto" su un titolo da ultima spiaggia: "Il confinamento globale dei migranti come anticamera del totalitarismo". Il convegno del 23 febbraio punta soprattutto sulla situazione in Usa e Grecia, ma il primo intervento riguarderà l'Italia. I saluti istituzionali arriveranno da Tiziana Biolghini di Roma capitale.
"Come creare un argine a un totalitarismo pronto a espandersi?", si chiedono i giusti, che vedono fascisti su Marte. La risposta suona da guerra partigiana: "L'Arena di confronto è una prima occasione per disegnare e immaginare strategie di resistenza giuridica e civile".