La Ong battezza la nuova Sea Watch4

La nave acquistata all'asta grazie alle donazioni della chiesa tedesca

La Ong battezza la nuova Sea Watch4

Un'altra nave. Si chiama Sea Watch 4. Dopo Sea Watch 3, dissequestrata lo scorso dicembre dal tribunale di Palermo e tornata in mare dopo la vicenda di Carola Rackete, la Ong tedesca avrà una nuova imbarcazione battezzata ieri a Kiel, in Germania. Lo ha annunciato la stessa organizzazione su Twitter: «Da aprile, SeaWatch potrà contare su un'altra nave di soccorso! La nave, acquistata all'asta dall'alleanza United4Rescue, è stata battezzata oggi a Kiel con il nome di Sea-Watch 4. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo».

L'imbarcazione per effettuare più salvataggi in mare è stata acquistata all'asta dall'alleanza con la Ong tedesca denominata United4Rescue, nata a dicembre scorso grazie ai finanziamenti della Chiesa evangelica tedesca, già forte sostenitrice e sponsor della ong.

Grazie all'aiuto della chiesa evangelica tedesca l'alleanza è riuscita a raccogliere circa un milione di euro e ha acquistato all'asta l'ex nave da ricerca di Kiel Poseidon. «Oltre 40.000 persone hanno sostenuto la causa sulla piattaforma internet change.org. Molte persone hanno contribuito a questo successo con le loro donazioni», si legge sul sito della chiesa evangelica luterana in Italia. «La Poseidon è una nave da mare aperto con un margine operativo di circa 4.200 miglia nautiche e dovrà ancora essere riconvertita per il suo nuovo utilizzo; si prevede che salperà per il Mediterraneo già nella prossima primavera». La Ong spera di farla salpare per la prima volta ad aprile. La nave va attrezzata: «Soprattutto, abbiamo bisogno di un buon reparto ospedaliero a bordo. Dalle operazioni svolte finora da Sea Watch, sappiamo benissimo come deve essere equipaggiata una nave di soccorso in modo che le persone salvate possano essere curate e portate a terra in sicurezza», scrive Sea-Watch presentando la nave. Ma servono «Ulteriori donazioni per garantire la conversione della nave. Una volta fatto questo, l'alleanza vuole anche supportare le operazioni di altre ong». Sono necessarie «Le scialuppe di salvataggio veloci per avvicinarsi abbastanza alle imbarcazioni in difficoltà per poter aiutare le persone o tirare loro fuori dall'acqua. In queste situazioni, è questione di minuti». Anche la Conferenza episcopale svizzera ha donato diecimila franchi alla United4rescue, come risposta alla «grande preoccupazione» per quanto sta avvenendo nel Mediterraneo.

Intanto la Sea Watch 3 si trova in queste ore in mare davanti alla Libia dove ha soccorso 124 persone che erano su un gommone in difficoltà. Anche Ocean Viking, di Sos Mediterranee, ha effettuato due salvataggi: uno di 84 persone e un altro di 98. Entrambe le ong chiedono un porto sicuro in cui sbarcare i naufraghi: «Non rispondere alle nostre richieste è contro il diritto consuetudinario cui si informano le motivazioni della Cassazione, che il governo non può ignorare» avverte Sea Watch.