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Open Arms, Matteo Salvini indagato per sequestro di persona

È questo il reato ipotizzato dai pm per "i pubblici ufficiali in corso di identificazione” che hanno trattenuto i 150 migranti a bordo della Ong spagnola a largo di Lampedusa. Il leader della Lega: "Un orgoglio difendere i confini"

Open Arms, Matteo Salvini indagato per sequestro di persona

Nel giorno del conferimento dell’incarico per formare il nuovo governo al premier designato Giuseppe Conte, i pm aprono un nuovo fascicolo contro il leader della Lega, Matteo Salvini.

È lo stesso ministro dell’Interno uscente a darne notizia tramite i suoi canali social. “Porti chiusi a scafisti e Ong, in arrivo un'altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms”, scrive il leader del Carroccio. Un epilogo simile a quello del caso Diciotti e non del tutto inaspettato per il leghista che già nel giorno dello sbarco dei migranti, lo scorso 20 agosto, aveva detto di attendere “un’altra denuncia”.

La procura di Agrigento, infatti, oltre a disporre il sequestro preventivo della nave, per garantire la salute fisica e psicologica dei profughi a bordo dell’imbarcazione, aveva aperto anche un’inchiesta per “abuso di ufficio contro ignoti”. Ora il provvedimento di convalida del sequestro della Open Arms, redatto dal gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, e reso pubblico dall’Adnkronos, parla di “illecita e consapevole privazione della libertà personale” per i naufraghi presi in carico dalla Ong spagnola, e rimasti per 19 giorni al largo delle coste di Lampedusa. I migranti, secondo il documento, sono stati “costretti a bordo per un apprezzabile lasso di tempo contro la loro volontà”. Non solo. Con riferimento all’ispezione fatta a bordo dal Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, il giudice sottolinea come il giorno dello sbarco fossero “presenti a bordo ancora un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica”.

Il reato ipotizzato, quindi, è quello di “sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione”. Il Tar del Lazio, spiega il gip nel provvedimento, “aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”. Zammuto aggiunge, inoltre, come ad essere "omesso" sia stato anche "il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all'Italia, in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”. Il Tribunale di Agrigento ha così convalidato il sequestro preventivo disposto d’urgenza dal pm, ma, per effetto del respingimento della richiesta di emissione del decreto di sequestro preventivo, ha ordinato contestualmente il dissequestro della nave, che ora potrà tornare in possesso della Ong spagnola. Gli attivisti sono stati così sollevati da ogni colpa. “Non sussistono, dopo l'evacuazione e il soccorso dei migranti – ha scritto il giudice - esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all'organizzazione e all'equipaggio alcuna responsabilità”.

“Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura”, è invece il commento di Matteo Salvini. “Difendere i confini e la sicurezza dell'Italia per me è stato, è e sarà sempre un orgoglio!”, ha rivendicato sui social. Proprio sul caso Open Arms c'era stato nei giorni immediatamente successivi all'apertura della crisi di governo, uno degli scontri più duri tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno uscente.

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