Leggi il settimanale

Donald contro l’Ue: "Dopo il 4 luglio i dazi saliranno"

Trump sente von der Leyen: "Dovete rispettare l’intesa"

Donald contro l’Ue: "Dopo il 4 luglio i dazi saliranno"
00:00 00:00

L'Europa torna nel mirino di Donald Trump. Il presidente americano rivela di aver avuto "un'ottima telefonata" con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla quale tuttavia ha dato un ultimatum, fino al "250mo compleanno" degli Stati Uniti, per rispettare l'intesa commerciale siglata, altrimenti entro il 4 luglio i dazi schizzeranno "immediatamente a livelli ben più elevati". Ancora: "Ho atteso pazientemente che l'Ue adempisse alla propria parte dello storico accordo che abbiamo concordato a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre", scrive su Truth, precisando che l'Ue ha promesso di adempiere agli obblighi azzerando le tariffe. Venerdì, Trump aveva minacciato di aumentare al 25% - rispetto all'attuale 15% - i dazi su auto e autocarri dal Vecchio continente questa settimana. Ieri ha comunicato il nuovo ultimatum dopo che l'Ue ha rinviato il via libera all'intesa.

Intanto, negli Usa, quattro operazioni che hanno consentito guadagni per 2,6 miliardi di dollari scommettendo sul ribasso dei prezzi del petrolio sono finite nel mirino della giustizia. Il dipartimento sta indagando su una serie di transazioni sospette, effettuate poco prima di importanti annunci di Trump sulla guerra in Iran. Almeno tre scommesse - rivela Abc News - sono state effettuate a ridosso di annunci del tycoon sul cessate il fuoco, e una prima che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi comunicasse la riapertura di Hormuz. La notizia dell'indagine arriva solo poche settimane dopo che la Commodity Futures Trading Commission ha aperto una sua inchiesta su almeno due delle stesse operazioni. Il 23 marzo ad esempio, 15 minuti prima che Trump annunciasse la sospensione dei minacciati attacchi contro la rete elettrica della Repubblica islamica, alcuni trader hanno scommesso oltre 500 milioni di dollari sul ribasso del petrolio. Il 7 aprile, poche ore prima della notizia del cessate il fuoco temporaneo data dall'inquilino della Casa bianca, ne hanno scommessi 950 milioni, e il 17 del mese, 20 minuti prima che Araghchi pubblicasse sui social la decisione dell'apertura di Hormuz, i trader hanno scommesso 760 milioni. Infine, il 21 aprile, sono state effettuate una serie di scommesse per un totale di 430 milioni, sempre sul calo del greggio, prima che Trump annunciasse l'estensione della tregua. La serie di scambi petroliferi - segnalata inizialmente da Reuters - non rivela le identità dei soggetti coinvolti, né dimostra che gli individui abbiano operato sulla base di informazioni privilegiate. Abc ha citato dati provenienti dalla Borsa di Londra, ma anche in questo caso non sono stati identificati i trader, né è stato dimostrato che ci si sia stato insider trading.

Rilancia le accuse è l'ex deputata repubblicana ed ex alleata di Trump, Marjorie Taylor Greene: "Quando inizieranno tutti a rendersi conto che la frenetica retorica altalenante guerra/pace è in realtà solo insider trading?", scrive su X. "Solo una ristretta élite, appartenente allo scaglione fiscale più alto, trae profitto da tutto ciò, mentre la stragrande maggioranza di voi non ne fa parte".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica