Ora Renzi ha paura

Il ritorno del Cavaliere in tv, le contestazioni in piazza e i dati economici terrorizzano il premier

Diavolo di un Berlusconi. Basta che appaia e la sinistra, vecchia o nuova, se la fa sotto. Fino a insultare il fido Fabio Fazio per essere stato a loro avviso troppo prono nell'intervista di domenica sera a «Che tempo che fa», durante la quale il Cavaliere è apparso in ottima forma e premiato dagli ascolti. Il più allarmato di tutti è Matteo Renzi, quello che pensava di aver già archiviato la pratica Berlusconi via accordi sottobanco con Fitto e Verdini. Ma un conto sono i giochi di palazzo, altro è il libero voto della gente. Il 40 per cento ottenuto dal Pd alle europee è oggi da libro dei sogni, così come la vittoria domenica prossima in sei delle sette regioni che andranno al voto non è più una granitica certezza. Anzi, il vento sta cambiando e il centrodestra – comunque andrà a finire – non farà la parte della Cenerentola di turno.

Berlusconi e Salvini li stanno facendo uscire pazzi quelli del nuovo corso renziano. Corrono – premier e ministri - su e giù per l'Italia a nostre spese per mettere pezze, con al seguito uno stuolo di giornalisti e telecamere a fare da megafono complice. Hanno paura, e già questo è uno spettacolo imperdibile. Inseguono Berlusconi, tornano a parlare di lui come del nemico. «Un buon comunicatore ma un pessimo politico», ha detto ieri di lui un Renzi infastidito per il successo dell'apparizione tv. Sarà, ma se sul «comunicatore» il premier se la può giocare alla pari col Cavaliere, in quanto a risultati politici il confronto è in realtà drammatico. Ecco i dati oggettivi. Disoccupazione: 8 per cento ai tempi del governo Berlusconi, 13 per cento oggi; disoccupazione giovanile: 27 per cento Berlusconi, 43 per cento Renzi; Pil: +0,4 contro –0,4; rapporto debito Pil: 120 contro 132; pressione fiscale: 41,6 Berlusconi, 43,5 Renzi.

Altro che «pessimo», l'Italia di Renzi è quindi messa ben peggio di quella guidata dal centrodestra. In Parlamento non se ne sono accorti ma gli italiani sì. E le elezioni sono l'unico modo di farlo capire a lorsignori e alla compagnia di giro fiorentina. Che se anche dovesse vincere di misura in tutte le regioni (cosa che escludo) sta prendendo atto che la luna di miele con il Paese è finita e il conto sta arrivando. In sintesi: con qualche aggiustamento nel centrodestra, ci sono ottime possibilità di non morire renziani.

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