Ma ora servono proposte. Non solo valori

Una modesta proposta per il centrodestra che verrà, quello che, numeri alla mano, può vincere se unito alle prossime Politiche.

Ma ora servono proposte. Non solo valori

Una modesta proposta per il centrodestra che verrà, quello che, numeri alla mano, può vincere se unito alle prossime Politiche. Con rispetto degli sforzi identitari, è urgente al più presto una grammatica di valori comuni che possano avere la giusta presa sui cittadini e sui loro problemi. Bene la patria, il risorgimento e la destra contadina idealizzata, ma ci sono la guerra e ancora la pandemia. Insomma, ognuno nel proprio Pantheon ci metta chi vuole e giustamente in questi giorni della convention milanese, Fratelli d'Italia allarga la portata della sua missione politica con nuovi pensatori, vivi, e con nuovi pensatori del mondo dei simboli. Tremonti e Ricolfi da un lato, Pasolini e Mazzini dall'altro, per fare dei nomi. Mentre i vivi possono sempre litigare, i morti possono essere spostati senza il loro permesso, vale la folgorante battuta di Barthes che preferiva i classici perché non potevano chiedergli se gli era piaciuta la loro opera. Gli italiani in carne e ossa bussano invece alla porta dei politici, i problemi sono tanti, e l'occasione è storica. Questo il sondaggio SWG pubblicato da Mentana: la Meloni prima in Italia, Salvini regge, il Cav avanza, insieme 47,6%. Dall'altra parte in salute il Pd ma in caduta libera il M5S, insieme il 33,8%. Si può aggiungere o togliere uno o più cespugli, ma il senso è chiaro. Il Pantheon dei valori e non dei simboli dovrebbe avere questa gerarchia. Primo, combattere in modo serio il caro bollette e il caro energia che in autunno possono mettere in ginocchio molte famiglie e una miriade di piccole medie imprese che sono il nerbo del nostro capitalismo familiare. Secondo, una politica estera e una politica ambientale che abbiano una visione e una coerenza. Terzo, abbassare le tasse nell'insieme con una riforma organica del Fisco, subito sugli idrocarburi e sul lavoro. Quarto, rendere reale il diritto al lavoro dei giovani e delle donne. Quinto, rendere più giuste e dignitose le pensioni. Sesto, ridurre le disuguaglianze, digitali e territoriali, vigilando sulla corretta utilizzazione dei fondi del Pnrr. Settimo, ridare sicurezza ai cittadini, travolti da una microcriminalità dilagante, dove al disagio giovanile si lega quello provocato da un'immigrazione senza regole e, paradossalmente, senza umanità. La lezione francese deve servire, Macron vince ma non convince, la Le Pen cresce ma non vince, e soprattutto fuori Parigi in troppi si sentono inascoltati. La grosse koalition draghiana sembra agli sgoccioli e l'alternanza è il sale della democrazia.

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