Pace fiscale, la Lega rilancia il maxi condono al 20%

Sulla proposta contrario il M5S mentre c'è l'appoggio della Meloni e FdI

Pace fiscale, la Lega rilancia il maxi condono al 20%

Un maxi condono al 20%, con buona pace del M5S, da sempre contrario. Massimo Bitonci, sottosegretario leghista al ministero dell'Economia, al momento nega che se ne sia ancora discusso, ma è certo che da via Bellerio sia stata lanciata l'idea dell'inserimento della misura nel prossimo pacchetto fiscale o nel decreto crescita.

La Lega, difatti, sarebbe pronta a riproporre il provvedimento all'interno del suo pacchetto fiscale, magari anticipandola nel decreto crescita attraverso la cosiddetta "dichiarazione integrativa speciale". Un tentativo di inserimento era già stato fatto nella scorsa manovra economica ma l'idea era saltata per la contrarietà del Movimento 5 Stelle. Ora che i rapporti di forza elettorali sono cambiati, (anche se i numeri in parlamento restano a favore dei pentastellati) non è detto che il partito guidato da Matteo Salvini non ci riprovi forte anche dell'eventuale sostegno di Fratelli d'Italia. Da Forza Italia ancora non ci sono posizionamenti, ma non è detto che con un accordo non si possa fare un primo tentativo di reunion.

Nei fatti, con la pace fiscale e le varie rottamazioni dovrebbero arrivare nelle casse dello Stato circa 21 miliardi di euro in 5 anni. La misura prevedere la possibilità, attraverso una dichiarazione integrativa speciale, di regolarizzare le posizioni fino a 100mila euro (limite che potrebbe essere elevato a 200mila) e non oltre il 30% di quanto già dichiarato. L’importo da pagare sarebbe pari al 20% e quindi con un’aliquota inferiore alla prima dell’Irpef. Inoltre non dovrebbero esserci interessi o altri oneri accessori. Dalla misura sarebbero escluse l'emersione delle attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dall'Italia oltre ai redditi prodotti in forma associata.

Il maxi condono consentirebbe di trovare quei 23 miliardi di euro necessari ad evitare le famose "clausole di salvaguardia" che renderebbe impossibile qualsiasi forma di riduzione delle tasse. Con il condono, invece, sarebbe possibile rimandare di almeno un paio di anni l' aumento dell'Iva, così da dare il tempo necessario alla "flat tax" (l' aliquota unica al 15% sui redditi) di fare il proprio effetto sui conti pubblici.

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