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Pace sulle cartelle fiscali. Stralcio dopo cinque anni

La riforma della riscossione: 120 rate per i contribuenti in difficoltà documentate. "Saldare tutto ma in tempi congrui"

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Insomma, puff, sospirone, il giorno dopo Giorgia appare davvero euforica. «Visto? Ci davano già per morti, invece...». Invece si ricomincia perché «c'è tanto da fare», i problemi «non aspettano», testa bassa e lavorare. A poche ore dalla vittoria in Abruzzo, scampato il pericolo, riannodata la coalizione, il Consiglio dei ministri si riunisce e prende una serie di provvedimenti che, spiegano a Palazzo Chigi, «sono studiati per aiutare concretamente i cittadini». Uno su tutti, il riordino fiscale: pagamento diluito in 120 rate per i contribuenti «in difficoltà documentate», e cartelle nel cestino dopo cinque anni per chi proprio non ce la fa. «La strada del fisco amico passa anche nell'offrire la possibilità di saldare, tutto, ma in tempi congrui».

«Ripartiamo», questo dunque il mantra che si ripete nelle stanze dell'esecutivo. Tanta la carne al fuoco: dall'assegno di assistenza di 850 euro per gli anziani ai tempi più lunghi per saldare i debiti di tasse, dalle misure sugli stupefacenti, fino ai regolamenti sui giochi e sulle lungaggini dei processi. E la novità principale che esce dal Cdm è la riforma della riscossione. Un decreto attuativo affida al viceministro dell'Economia Maurizio Leo la delega fiscale, che verrà esercitata, come dire, con un doppio approccio. Da un lato massima comprensione e aiuti: chi deve allo Stato una cifra entro i 120 mila euro e riuscirà a provare «la temporanea situazione di obbiettiva difficoltà», potrà ottenere di pagare con comode rate, fino a 120 mensili, dieci anni. Chi invece non ha speranze di rientrare, vedrà al termine di cinque anni dichiarato «inesigibile» e rottamato il proprio debito con il meccanismo definito «discarico automatico». Dall'altro lato, via libera a controlli accurati: si rafforzerà ad esempio il sistema di rientro. L'agenzia delle entrate sarà tenuta a notificare nel giro di nove mesi le cartelle e avrà una forma di accesso ai conti correnti: l'idea è di predisporre pignoramenti «mirati» e non più al buio come accade oggi. In caso di fallimento o di liquidazione giudiziaria potrà scattare «Il discarico anticipato» da parte dell'agenzia.

«Il governo continuerà a lottare contro i furbetti - sintetizza Leo - mentre c'è la nostra volontà di dare una mano a chi vuole pagare ma è impossibilitato a saldare per intero il proprio debito con il fisco». Le norme entreranno in vigore nel 2025. L'intenzione di Palazzo Chigi è quella di svuotare il «magazzino del non riscosso» che attualmente supera i 1200 miliardi, una montagna di soldi virtuali di cui, secondo il direttore dell'agenzia delle entrate, solo l'8 per cento ha qualche chance di essere incassata. Il resto si perde. L'elenco dei morosi è infatti pieno di morti, nullatenenti, sconosciuti, residenti all'estero, spartiti, inabissati, irreperibili. Una commissione ad hoc, presieduta da un magistrato della Corte dei Conti, si occuperà di sistemare la materia. «Intendiamo non soltanto svuotare il magazzino di crediti inesigibili - dice ancora Leo - ma anche evitare che in futuro se ne formi uno nuovo. Bisogna in sostanza rendere la riscossione delle tasse efficiente, in linea con gli altri principali Paesi europei».

Altro provvedimento del Cdm, lo stop all'uso del contante per i giochi online. «Coloro i quali vorranno ricaricare più di cento euro», si legge nel decreto approvato, «dovranno utilizzare strumenti elettronici di pagamento tracciabili e sicuri». Si tratta, dicono da Palazzo Chigi, di «una misura importante nella lotta al riciclaggio, su cui l'esecutivo Meloni è in prima linea». E poi, rinnovata la gara per il lotto, base d'asta che passa a un miliardo, aumentati pure i canoni per i gestori.

Tutto ciò, precisano fonti di governo, «per nazionalizzare e aggiornare il sistema delle scommesse a distanza, aumentando il valore delle concessioni da assegnare portandole ai corretti livelli di mercato, con disposizioni più moderne e rigorose». Prossimo gradino previsto, un intervento sulla rete dei giochi fisici.

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