"Io palo? Leghisti pistoleri". Ora Letta alza i toni

Gli animi si scaldano in maggioranza. Salvini punge il segretario Pd: "Conte fa il sabotatore con Letta che fa da palo". E il dem si infuria: "Parla come ai consiglieri facili di pistola"

"Io palo? Leghisti pistoleri". Ora Letta alza i toni

Si scaldano gli animi nell’ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi. Dopo la questione della riforma della giustizia che ha visto il M5s sulle barricate ora la tensione sale nuovamente a causa di un durissimo botta e risposta tra Matteo Salvini ed Enrico Letta. Il primo avanzando questioni squisitamente politiche mentre il secondo replica portando di nuovo sotto i riflettori vicende di cronaca con protagonisti due esponenti della Lega. Con il Pd che fa quadrato attorno al suo segretario.

A dar fuoco alle polveri è stato il leader della Lega che ha sferrato un duro attacco a quelli che sono, seppur con enormi differenze, alleati. "Draghi sa perfettamente di chi può e di chi non può fidarsi", ha detto in un colloquio con il Corriere della Sera l'ex ministro dell'Interno. Salvini se da una parte tranquillizza l’ex numero uno della Bce sulla fedeltà della Lega dall’altra non risparmia attacchi ai leader di M5s e Pd. "Conte fa il suo lavoro di sabotatore e Letta che gli fa da palo, quei due che passano le giornate a insultarmi. Noi costruiamo, gli altri smontano", ha affermato l’ex ministro dell’Interno. Ma c’è di più. Perché Repubblica aggiunge un particolare al Salvini-pensiero: "Conte odia Draghi", avrebbe detto il leader del Carroccio. Parole pesanti che fanno presagire burrasca. Per di più sul tavolo ci sono le questioni del green pass e dell’immigrazione. Temi che fanno scricchiolare maggioranza e governo. "Con questi alleati sarà difficile fare le riforme”, ha dichiarato ancora Salvini.

Ma se quest’ultimo attacca, da sinistra c’è chi gli risponde. A ribattere alle parole dure del leader leghista è Enrico Letta. Non è la prima volta che tra i due va in scena un duello verbale. E di sicuro non sarà l’ultima. Ma il dem non replica con punti strettamente politici. "Sì, il linguaggio col quale probabilmente sei abituato a parlare con i tuoi consiglieri facili di pistola, Adriatici a Voghera o Aronica a Licata", è il breve ma durissimo messaggio scritto su Twitter dal segretario Pd che ha fatto riferimento ai recenti fatti di cronaca nei quali sono rimasti coinvolti due leghisti.

Il segretario del Pd, però, non è l’unico a rispondere a Salvini. Tra i dem monta la rabbia contro il leader leghista. "Salvini da mesi boicotta l'azione del governo di cui fa parte, con i suoi dirigenti che sfilano con i no vax. E oggi attacca Enrico Letta con un linguaggio da far west. A proposito: dica quando si dimetterà la giunta di Voghera dove un suo assessore va in giro sparando". È quanto ha scritto su Twitter la capogruppo dem al Senato, Simona Malpezzi.

Sullo stesso social il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Alfredo Bazoli, ha postato un messaggio tagliente: "Salvini, quello che insieme a Forza Italia ha tentato di affossare la #riformadellagiustizia rinviandola sine die (dopo averla sabotata per bene), quello che si è opposto al #greenpass, lui ora accusa il Pd di mettersi di traverso al governo #Draghi? Buahahahahaha!!!!".

Parole altrettanto dure sono state espresse dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Romina Mura: "Salvini al Papeete ormai è la caricatura di se stesso: per farsi riconoscere deve parlare come un bullo di strada e riesce nella difficile opera di mettere in imbarazzo addirittura il suo partito", ha affermato l’esponente dem che ha aggiunto come "l'aggressione personale a Enrico Letta non è un incidente ma il suo modo di fare politica e su questo va misurato assieme a chi gli va dietro: zero soluzioni vere, rissa continua, ambiguità gravi sui vaccini". Secondo la Mura "questa è la differenza sostanziale: il Pd sostiene il governo Draghi nell'interesse del Paese, Salvini lo usa come tram per la campagna elettorale".

Siamo nel pieno dell’estate, ma soffiano forti venti di tempesta. Il semestre bianco si apre all'insegna delle tensioni.

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