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"Paolo Borsellino? Un co...". Le frasi choc di Scarpinato e soci

Gli ex colleghi del magistrato ucciso in via D'Amelio, intercettati, insultano la famiglia. Il grillino: "Trizzino (genero), invece di puntare sull'agenda rossa, punta su di noi..."

"Paolo Borsellino? Un co...". Le frasi choc di Scarpinato e soci
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"O Paolo Borsellino, buonanima, era pure lui un grande coglione come me che aveva il grande maestro della massoneria col muro confinante e non se n'era mai accorto oppure Palermo è questa!!! Picchì proprio, ci pinzava stamatina (Perché proprio ci pensavo stamattina ndr), dissi: è splendido! se io muoio i miei figli potranno andare a fare le conferenze nell'Anm alla pari di Manfredi Borsellino con capacità argomentative ben superiori a quelle di Manfredi! È chiaro? picchì iddu ppì ora che ave? u vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?! (Perché lui ha il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo ndr)". Sono parole scioccanti, pronunciate da Gioacchino Natoli, ex membro del pool antimafia, che fu proprio di Falcone e Borsellino, e uomo vicinissimo al pentastellato Scarpinato. Ora emergono nuovi elementi grazie alle intercettazioni disposte dalla Procura di Caltanisetta, dove Natoli e indagato, e finite sul tavolo della commissione antimafia guidata da Chiara Colosimo. Natoli, inoltre, affrontava nello specifico il tema dell'intervento di Manfredi Borsellino presso il palazzo di Giustizia di Caltanissetta in occasione dell'anniversario della Strage di Via D'Amelio e definiva le dichiarazioni del medesimo "delle porcherie": "A proposito di rabbia, questo sì, tenetela e coltivatela... Perché il fatto che ieri, ad esempio, Manfredi Borsellino se ne sia andato all'assemblea dell'Anm a Caltanissetta a dire mio padre non ha iniziato la partita... Sono delle porcherie". Poi aggiungeva di avere "bisogno di riprendere certi contatti romani, che (aveva) interrotto" perché sapeva di essere intercettato.

Ma ci sono dialoghi in cui a essere coinvolto è anche il senatore del M5S Roberto Scarpinato, ex procuratore generale di Palermo, mentre parla con Natoli e i due si accordano sulle domande che quest'ultimo gli avrebbe rivolto in caso di una sua (probabile) escussione in Commissione Antimafia e concordano i temi che Natoli avrebbe dovuto sviluppare con l'ausilio del senatore, il quale avrebbe dovuto "alzargli la palla" per consentirgli di introdurre determinate circostanze che entrambi erano interessati a fare emergere. L'elemento che desta forte interesse è che "la quasi totalità delle conversazioni telefoniche tra il presidente Natoli e il senatore Scarpinato riguarda non le indagini nell'ambito del procedimento cosiddetto mafia appalti, bensì gli accordi presi dagli stessi circa l'attività da svolgere da parte di ciascuno di loro nell'ambito della commissione di inchiesta: fatto questo (non costituente ipotesi di reato) che non era previsto né prevedibile".

Infatti, a fine dicembre del 2023, Scarpinato informava di essere stato designato a far parte della Commissione che aveva eletto un suo Presidente (ovvero la Colosimo) che, in successive conversazioni con Natoli, il senatore si diceva deciso a "seppellire sotto una montagna di documenti". Scarpinato poi comunicava a Natoli i temi di approfondimento della Commissione e lo "incaricava" di sondare il contenuto di ciò che certi soggetti (tra i quali l'attuale Procuratore Maurizio De Lucia) avrebbero potuto dire sui fatti della Procura di Palermo del 1992, se si fosse deciso di audirli. Per esempio, relativamente alle dichiarazioni su mafia e appalti di Fabio Trizzino, avvocato dei figli del giudice Borsellino, nonché suo genero, Scarpinato sottolinea come Trizzino "dice che io, Lo Forte e tu ci siamo messi d'accordo per insabbiare il fascicolo di cui tu eri titolare su Buscemi che veniva da non so quale Procura" e che "ora lo vuole ripetere di nuovo alla Commissione Parlamentare Antimafia, capisci?". A quel punto Natoli risponde "perfetto, perfetto, mi stai dando il destro, perché io è da tre mesi che chiedo a Maurizio De Lucia" e il senatore in quota 5 Stelle gli dice "e allora fatti vedere in modo che siamo preparati prima che ce la buttino addosso", "recuperalo per cortesia recuperalo di modo che e capisci? Siamo preparati! Chisti (questi ndr) so capisci? L'avvocato Trizzino che è l'avvocato di Fiammetta Borsellino e invece di puntare sull'agenda rossa, zac punta su di me, su di te, su Lo Forte! Ma che cazzo!". Poi gli ribadisce: "Gioacchì, devi fare sto lavoro, lo devi fare". Ma Scarpinato si riferisce a Trizzino anche dicendo che "ho sentito dire in ambiente giornalistico che lo vogliono candidare per Fratelli d'Italia all'Europee, gli stanno facendo questa proposta". E Natoli: "E figurati! Certo, certo, certo".

Poi Scarpinato si esprime in modo ancora più pesante: "Immagina se lui gli puoi rompere il giocattolo con cui ha costruito la sua notorietà mediatica. Si fa sparare piuttosto". Perché tanta ritrosia nei confronti della famiglia dell'eroico giudice morto nella strage di via d'Amelio?

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