Il Papa apre a chi si risposa: «Nessuna scomunica»

Ripete due volte il concetto, come a volerlo rafforzare: «I divorziati risposati vanno accolti e non sono affatto scomunicati». Per Papa Francesco «i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale» non vanno trattati come «scomunicati» e «fanno sempre parte della Chiesa». Dopo la pausa estiva, il Pontefice riprende le udienze generali del mercoledì, proseguendo il ciclo di catechesi dedicato al tema delle famiglie. Davanti a oltre 7mila fedeli radunati in Aula Paolo VI (a causa del caldo le udienze si tengono al chiuso), Bergoglio torna a parlare di un tema a lui particolarmente caro, quello delle famiglie ferite, a due mesi dal sinodo che ad ottobre vedrà riuniti vescovi di tutto il mondo. Occorre, per il Papa, «ben discernere le situazioni», tendendo la mano a tutte quelle persone che, all'indomani di un fallimento matrimoniale decidono di iniziare una nuova vita di coppia con un altro partner.

Accoglienza, misericordia, nessuna porta chiusa per i divorziati risposati. Non è la prima volta che il Papa argentino si sofferma su questi temi, ma mai era avvenuto con termini così forti come quello della scomunica.«Vorrei fermare la nostra attenzione su come prenderci cura di coloro che, in seguito all'irreversibile fallimento del loro legame matrimoniale, hanno intrapreso una nuova unione», osserva il Papa, che chiarisce subito un punto: «La Chiesa sa bene che una tale situazione contraddice il Sacramento cristiano. Tuttavia - ecco la porta aperta di Bergoglio - il suo sguardo di maestra attinge sempre da un cuore di madre, un cuore che cerca sempre il bene e la salvezza delle persone. Ecco perché sente il dovere, per amore della verità, di ben discernere le situazioni», precisa il Pontefice, facendo sue le parole di Giovanni Paolo II nell'Esortazione apostolica Familiaris consortio.

Francesco entra quindi nel dettaglio delle situazioni e una prima distinzione da fare è quella tra «chi ha subito la separazione rispetto a chi l'ha provocata. Si deve fare questo discernimento», avverte.

Un secondo punto da affrontare è quello dell'attenzione ai figli delle coppie separate. «C'è l'urgenza di sviluppare nelle nostre comunità un'accoglienza reale verso le persone che vivono tali situazioni». Sono i piccoli, osserva il Papa, «coloro che soffrono di più in queste situazioni. Si deve fare in modo di non aggiungere altri pesi oltre a quelli che i figli, in queste situazioni, già si trovano a dover portare».

«In questi decenni, in verità, la Chiesa non è stata né insensibile né pigra - ha aggiunto - e grazie all'approfondimento compiuto dai Pastori, guidato e confermato dai miei Predecessori, è molto cresciuta la consapevolezza che è necessaria una fraterna e attenta accoglienza, nell'amore e nella verità, verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale; queste persone non sono affatto scomunicate - e non vanno assolutamente trattate come tali: esse fanno sempre parte della Chiesa».

Il Papa traccia così una indicazione forte in vista del Sinodo. Tra l'episcopato si sono formate due correnti: quella più conservatrice che non intende aprire alla possibilità della comunione ai divorziati risposati; e quella più progressista che invece vorrebbe intravedere delle possibilità per coloro che, dopo aver subito le ferite di una separazione, vogliono rimettersi in un cammino di comunione con la Chiesa.

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