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Il Parlamento discute la legge sugli sprechi alimentari

Nel mirino della legge anche i farmaci e altri prodotti. Il ministro Martina conta di recuperare almeno 12 sui 13 miliardi che si sprecano ogni anno

Il Parlamento discute la legge sugli sprechi alimentari

Arriva oggi alla Camera la proposta di legge per la lotta contro gli sprechi alimentari. Si tratta di un testo che raccoglie diverse iniziative legislative volte a ridurre gli sprechi per ogni fase di produzione. Dalla trasformazione alla distribuzione non solo di prodotti alimentari ma anche farmaceutici e di altri tipo. La legge, tuttavia, si propone soprattutto di recuperare e donare le eccedenze alimentari ai più bisognosi e di usare gli altri prodotti per beneficienza con lo scopo anche di ridurre i rifiuti e promuovere il riciclo.

Gli alimenti, ancora commestibili, scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche e alcuni potranno essere ceduti a titolo gratuito anche dopo la scadenza purché l’imballaggio primario sia integro e le condizioni di conservazione siano buone. Un provvedimento che dovrebbe consentire, secondo le stime, di recuperare cibo dal valore di ben 13 miliardi di euro persi con i 5,1 milioni di tonnellate di cibo gettati ogni anni nella spazzatura.

"Puntiamo a far crescere la consapevolezza nei consumatori rispetto alle abitudini alimentari, a semplificare le donazioni per le aziende e per la prima volta anche per l’agricoltura si disegna un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti", ha affermato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. "Il nostro piano SprecoZero va avanti - prosegue il ministro Martina che conta di recuperare almeno 12 miliardi di sprechi- con le misure della nuova legge e con l’intervento che abbiamo già fatto con la stabilità, dove abbiamo reso per le imprese più conveniente donare che sprecare cibo. È importante anche che la legge riconosca e rafforzi l’impegno del tavolo indigenti che da oltre due anni lavora al Ministero mettendo insieme enti caritativi, industria, grande distribuzione e organizzazioni agricole".

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