Passaparola e territorio: la strategia di Berlusconi per fare vincere il No

Il leader sprona gli azzurri a conquistare gli indecisi. Sabato il primo evento unitario

Passaparola e territorio: la strategia di Berlusconi per fare vincere il No

Non è più tempo di dietrologie, fantasiose e assortite, sul presunto approccio morbido di Silvio Berlusconi alla campagna referendaria. Il presidente di Forza Italia, alla faccia di chi lo voleva distratto e poco coinvolto dal tema, continua a lavorare sul grande appuntamento del 4 dicembre e a tessere la sua trama. E mentre Matteo Renzi continua a cercare una «killer application» comunicativa, una formula o uno slogan che lo faccia rimontare nei sondaggi, Berlusconi lavora per un forte e convinto «No» al ddl Boschi con le idee molto chiare.

La sua strategia è ben delineata. Nell'incontro con i rappresentanti del territorio, avvenuto pochi giorni fa a Villa Gernetto, Berlusconi ha spiegato che la partita referendaria va affrontata tenendo presenti tre aspetti: il primo è quello dei contenuti; il secondo è quello politico legato agli effetti che una vittoria del «No» potrebbe generare; il terzo è emotivo e ha a che fare con la generale disaffezione verso la politica.

La convinzione è che in questa fase sia necessario sorpassare la dittatura dei talk-show televisivi e inventarsi qualcosa di diverso, qualcosa di «pop». Per questo Berlusconi ha invitato i rappresentanti degli enti locali a battere palmo a palmo, ventre a terra, il territorio, recuperando se possibile anche il porta a porta e la logica del passaparola, perché gli indecisi sono molti, così come coloro che conoscono ben poco della riforma e decideranno negli ultimi giorni più in base a sensazioni ed emozioni.

Berlusconi auspica che non si favorisca l'impostazione che Renzi ha scelto e che sta imponendo alle stesse tv: quella di trasformare il voto su una cattiva riforma in una sorta di derby tra vecchio e nuovo, in una lotta finale tra il Bene (leggi stabilità politica e fiducia delle Borse assicurata dalla stabilità del governo in carica) e il Male (inteso come mancanza di alternative al renzismo). Uno schema evidentemente poco credibile, ma che è stato preso per buono da alcuni media internazionali e che bisogna sfatare.

Berlusconi, dopo l'intervista al Tg5 e una serie di messaggi su Facebook, si riserva ulteriori passaggi televisivi nelle ultime due settimane prima del voto. Una discesa in campo nel momento decisivo, quello in cui bisognerà raccogliere le forze per lo sprint finale. In ogni caso, come testimoniano tutti i presenti all'incontro di Villa Gernetto, Berlusconi è tornato in una forma smagliante, tanto da intrattenere gli ospiti dalle 11 alle 20 senza praticamente mai fermarsi. «Un vero caterpillar», commenta sorridendo uno dei presenti.

Se Berlusconi lavora come regista dietro le quinte, si muove decisa anche la macchina di Forza Italia. Sabato prossimo all'Auditorium Seraphicum di Roma andrà in scena la prima manifestazione unitaria di tutto il centrodestra intitolata «Noi No», un evento organizzato da Maurizio Gasparri che vedrà la presenza di Forza Italia, di Fratelli d'Italia, di Noi con Salvini (col capogruppo Gianmarco Centinaio), Unione di centro, Idea di Gaetano Quagliariello, Rivoluzione Cristiana di Gianfranco Rotondi, i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, dei Popolari per l'Italia di Mario Mauro, del Nuovo Psi, del Cdu e di molte altre sigle. Un segnale forte per una indicazione unitaria e priva di distinguo.

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