Patto di Malta, Ong brindano: così ci riempiranno di migranti

Mediterranea e Open Arms plaudono alla redistribuzione degli immigrati e avvertono pure: "Stop accordi con Libia"

Patto di Malta, Ong brindano: così ci riempiranno di migranti

Un regalo alle Ong. Il Patto di Malta è sostanzialmente questo, visto che il meccanismo della redistribuzione dei migranti tra Italia, Malta, Francia e Germania vale solo per gli immigranti salvati dalle navi delle organizzazioni non governative, oltre che da quelle militari. Oltre a questo, la rotazione dei porti (sicuri) di approdo tra i Paesi firmatari, con l'obiettivo di estendere il tutto a più Stati membri possibili.

Il premier Giuseppe Conte esulta e con lui anche la neo ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, che intona lo slogan: "Da oggi l’Italia non è più sola sul'immigrazione". Sarà, ma fatto sta che l'accordo maltese non ridurrà – anzi – gli sbarchi nei porti italiani. Quindi, di passi in avanti e di migliorie non se ne vedono proprio.

E infatti, non a caso, a esultare più di tutti sono le ong stesse. Veronica Alfonsi, portavoce di Open Arms, ha così commentato il vertice di La Valleta, come riportato dall'Adnkronos: "Diciamo che è presto per dirlo. Sicuramente un passo positivo che si sia avviata discussione e che si cerchino soluzioni strutturali. Però è preoccupante che si confermino accordi con Libia e l'appoggio Guardia Costiera libica. Ancora nulla poi su canali ingresso legali e corridoio umanitari per permettere alle persone di raggiungere Europa in modo sicuro".

E a Open Arms ha fatto eco Mediterranea Saving Humans, per bocca della sua portavoce Alessandra Sciurba, che sempre all'Adnkronos ha dichiarato: "Se il summit di Malta servirà a evitare la vergognosa presa di ostaggi in mezzo al mare permettendo lo sbarco immediato dei naufraghi soccorsi nei porti sicuri più vicini, ben venga".

Però c'è un "però". Ed è lo stesso sollevato da Open Arms: le ong pretendono che vengano cancellati gli accordi con il governo della Libia: "La ministra Lamorgese, facendo eco al premier Conte, rivendica l'accordo con la Libia. La vera discontinuità sarebbe smettere di supportare milizie che catturano profughi di guerra in mare e li riportano alla tortura, e aprire canali di ingresso regolari e sicuri che garantiscano la sicurezza di tutti".

Infine, la portavoce cerca di dettare la linea: "Discontinuità sarebbe cancellare un accordo che nelle sue conseguenze è un crimine contro l'umanità che la storia ricorderà come tale. Io ho visto i bambini coi numeri sulle magliette, i segni di violenza sulle donne, quelli di tortura coi cavi elettrici sui corpi dei ragazzi. Questo avviene in Libia col supporto dell'Italia e dell'Ue. Finché questo non cambia, il resto è un palliativo, per quanto importante nel contingente".

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