Pd, Bonaccini rompe il silenzio su dimissioni Zinga: "Scelta sbagliata ma da rispettare"

Sono trascorse 24 ore prima che Stefano Bonaccini rompesse il silenzio sulle dimissioni di Nicola Zingaretti: l'ha fatto con un post Facebook

Pd, Bonaccini rompe il silenzio su dimissioni Zinga: "Scelta sbagliata ma da rispettare"

Le dimissioni di Nicola Zingaretti stanno facendo ancora molto rumore all'interno del Partito democratico, anche perché il segretario dimissionario non ha fatto nulla per nascondere l'irritazione per quanto accaduto nei giorni precedenti. Un (quasi) addio non senza polemica per Nicola Zingaretti, che ha puntato il dito contro i suoi compagni di partito, accusandoli di rincorrere le poltrone in un momento di estrema crisi sanitaria ed economica per il Paese. Nel marasma di dichiarazioni che è seguito all'annuncio via Facebook di Zingaretti ha fatto molto rumore il silenzio di Stefano Bonaccini. Il governatore della Regione Emilia Romagna, indicato come il successore prescelto da Base riformista, solo poco fa ha deciso di parlare e l'ha fatto seguendo l'onda di Zingaretti, ossia tramite i social.

"Basta con le discussioni interne, acceleriamo su quelle per il Paese. Serve questo", ha esordito Stefano Bonaccini nel suo lungo messaggio affidato a Facebook. Il governatore dell'Emilia Romagna è poi entrato nel merito della questione: "Ogni scelta va rispettata, ma credo che dimettersi sia una scelta sbagliata. La stima rimarrà sia se deciderà di rimanere segretario, come spero, sia se confermerà le sue dimissioni". L'argomento caldo delle ultime settimane sono le correnti all'interno del Pd, soprattutto quelle contrarie al corso di Nicola Zingaretti. Base Riformista e Matteo Orfini pare abbiano lavorato a lungo per destituire il governatore dal suo incarico nel partito, ma Bonaccini prende le distanze da queste voci e puntualizza: "Il Pd è il mio partito e non faccio parte di alcuna corrente".

Tra Bonaccini e Zingaretti c'è un rapporto di conoscenza e stima che dura da decenni, "ci frequentiamo fin da ragazzi, ho votato per lui all'ultimo congresso, mi ha sostenuto nella mia rielezione a presidente dell'Emilia-Romagna: la mia fiducia personale c'è sempre stata e c'è, immutata. Tale resta sia quando siamo d'accordo, sia quando non lo siamo, e gli ho sempre detto come la penso". Il governatore mette così a tacere le voci che lo vorrebbero serpe in seno nel Pd di Nicola Zingaretti ma ci tiene a dire la sua: "In tempo di pandemia il Pd non può parlare di se stesso. Non può perchè stanno arrivando meno vaccini del previsto, mentre i contagi crescono più del previsto; perché abbiamo bambini, ragazzi e ragazze a casa da scuola e le famiglie in difficoltà; perché ci sono persone che perdono il lavoro e imprese che rischiano di non riaprire più". In chiusura, Stefano Bonaccini sottolinea che "un partito serve non se discute di se stesso, ma se affronta i problemi dei cittadini. E una classe dirigente è tale se non si divide in gruppi, ma si unisce per assumere decisioni. Tanto più in tempo di pandemia".

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