Il Pd: via la cittadinanza al Duce

La provocazione di Fdi: allora abbattiamo tutti gli edifici che costruì

Il Pd: via la cittadinanza al Duce

Pisa - A Pisa edificò quartieri, palazzi, scuole, ospedali, case popolari, sedi di facoltà universitarie e le colonie di Tirrenia e Calambrone. Chi non meriterebbe almeno un ricordo per tutto questo? Chiunque, certo; ma se, come in questo caso, il benefattore si chiama Benito Mussolini, è politicamente corretto condannarne la memoria. È quello che sta per succedere a Pisa, dove oggi il Consiglio comunale voterà una delibera di iniziativa consiliare per revocare la cittadinanza onoraria al Duce.

La città della Torre non è la sola, in Italia, ad annoverare (ancora per poco) Mussolini fra i cittadini più degni d'onore; una consuetudine durante il Ventennio che ora, dopo 93 anni (era il 1924), Pisa vuole annegare nell'oblio. Le motivazioni? «La cittadinanza onoraria, a suo tempo conferita - si legge nella delibera in votazione oggi pomeriggio - , risulta incompatibile con i valori di cui il Comune di Pisa e la sua comunità sono oggi portatori».

Ma nella Pisa delle colonie fasciste di Tirrenia e Calambrone, delle paludi bonificate di Coltano, dei bei portali della Chiesa dei Cavalieri si può fare molto di più. Difatti, mentre la sfilacciata maggioranza Pd si prepara a sventolare il proprio vessillo antifascista sul Ponte di Mezzo, qualcuno si è già dato per «misurare il reale tasso di antifascismo della sinistra» con una ironica proposta choc. «È surreale che la lotta antifascista si riduca a proibire gli accendini e a revocare la cittadinanza onoraria al Duce - irrompe con sarcasmo Filippo Bedini, consigliere comunale di Fratelli d'Italia-Noi Adesso Pisa - Riteniamo invece indispensabile che l'amministrazione, se è coerente, elimini le vere vestigia del Regime e tutta la cultura materiale che richiama il Fascismo e sopravvive ancora oggi». Queste le parole che Bedini pronuncerà oggi in Consiglio, annunciando il voto contrario alla sua stessa proposta «presentata per smascherare l'ipocrisia e l'incoerenza di certi provvedimenti tutti ideologici e del tutto lontani dai problemi reali della città». Oltre all'abbattimento degli edifici di epoca fascista, Bedini provocatoriamente inviterà il Consiglio a votare per «eliminare da tutte le biblioteche del Comune l'Enciclopedia Treccani e le opere di D'Annunzio, Pirandello, Ungaretti, Soffici, Papini; a riallagare la zona di Coltano e, infine, a intitolare a qualche eroe della Resistenza il famoso, ma troppo ammiccante Viale D'Annunzio».

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