La Le Pen rapita da Salvini: "Matteo mi manda in estasi"

La leader del Front National: "Salvini primo ministro? E perché no?". Poi attacca l'altro Matteo: "Renzi ha un gran talento oratorio che poi mettono al servizio della menzogna politica"

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini con Marine Le Pen
Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini con Marine Le Pen

Marine Le Pen è "in estasi" davanti all’energia di Matteo Salvini. Del segretario della Lega Nord dice di ammirare la "straordinaria capacità di lavorare e di convincere". A margine del XV Congresso del Front National, che si tiene in questi giorni a Lione e dove oggi è accorso lo stesso leader del Carroccio, la Le Pen ha ribadito che Salvini è sicuramente uno dei suoi alleati più stretti. "È un uomo estremamente coraggioso - ha sottolineato la leader del Front National - ha impresso una svolta nazionale che domani rimetterà la Lega Nord al centro della vita politica italiana". D'altra parte non sembra avere molti dubbi: "Matteo priesidente del Consiglio? E perché no?".

Mentre marcia dritta verso l'Eliseo, la Le Pen non manca di gettare uno sguardo all'Italia. Perché è proprio lì che sta uno dei suoi più ferrei alleati. Tra la Lega Nord e il Front National è già stato siglato un patto all'europarlamento di Strasburgo. Nonostante i due leader non siano riusciti a mettere insieme un gruppo che li rappresenti, il patto contro l'euro e l'immigrazione clandestina resta in piedi. E, in caso di vittoria alle politiche francesi, la Le Pen è pronta a portarlo anche a Bruxelles. Da qui l'interesse per l'exploit elettorale del Carroccio alle regionali in Emilia Romagna. A colpirla è stata soprattuttp la svolta "nazionale" imposta da Salvini alla Lega "in un lasso di tempo brevissimo". "Lui ha un’energia assolutamente travolgente - spiega la leader del Front National - anch’io talvolta resto in estasi davanti alla sua capacità di convinzione e alla sua capacità di lavorare". Anche i lumbard, come i militanti del Front National, vengono spesso accusati dagli avversari di razzismo. E, per questo, alla Le Pen sono accuse che non fanno né caldo né freddo. "Fanno così con tutti quelli che sono contro l’immigrazione - spiega - Matteo sta facendo bene, si può essere assolutamente contro la politica di immigrazione senza essere razzisti. Quest’idea convenzionale costruita dai nostri avversari per impedire ogni discussione sulla politica di immigrazione massiccia ha fatto il suo tempo".

Di Matteo in Matteo il passo è davvero breve. Tanti sono gli apprezzamenti per Salvini quanti gli strali contro Renzi. Che viene accusato di essere tale e quale a Nicolas Sarkozy. "Entrambi - accusa - hanno un gran talento oratorio che poi mettono al servizio della menzogna politica". All'ex rottamatore rinfaccia di aver basato il successo su un discorso antieuropeo: "Purtroppo c’è un problema, lui nasconde la sottomissione all’Unione europea dentro un involucro antieuropeo. Questo può resistere soltanto qualche mese, ma a un certo punto la gente se ne rende conto". Lo stesso aveva fatto Sarkozy che, dopo aver invocato per anni la libertà da Bruxelles e sventolato il simulacro del referendum, era finito per sottomettersi all’Unione europea, vietando il referendum in Grecia per compiacere la cancelliera Angela Merkel e lasciando l'economia francese alla mercé degli euroburocrati. "Le parole e le azioni - conclude la Le Pen - vengono capite sempre più velocemente dalla gente e questo è successo a Matteo Renzi, l’altro Matteo".

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