"Pensioni e taglio delle tasse". Il premier sogna senza soldi

Conte punta sulla riforma dell'Irpef, ma non ci sono le coperture. Al via un tavolo di esperti sulla previdenza

E l'Emilia, e il referendum, e la legge elettorale, e il caso Gregoretti, e i grillini che si squagliano, e gli alleati che litigano su qualunque argomento. Giuseppe Conte è appeso a un filo, la maggioranza potrebbe rompersi ogni giorno, eppure il governo si sente abbastanza forte da lanciare grandi programmi di economia. Le tasse, ad esempio. «Realizzeremo un'ampia riforma dell'Irpef - racconta il premier in un'intervista al Corriere della Sera - e accelereremo il piano degli investimenti, confidando nella lotta all'evasione». Il ministro Riccardo Gualtieri è già al lavoro: «Venerdì incontrerò le parti sociale per il cuneo fiscale. Il cantiere è aperto».

Oppure, le pensioni. «Quota cento - dice ancora Conte - è stata confermata, ma in vista della scadenza prenderemo le decisioni più opportune». I sindacati vogliono portare l'età a 62 anni e lunedì 27, il giorno dopo le regionali, verranno ricevuti dal ministro del Lavoro Nunzia Cataldo. Matteo Salvini annuncia battaglia: «Dovranno passare sui nostri corpi».

Al di là del merito delle misure previste, resta un mistero: come farà il governo a trovare i soldi per finanziarle? L'anno economico parte male, con venti miliardi da trovare a prescindere per sterilizzare le clausole di salvaguardia. A meno che non si voglia lasciar aumentare l'Iva: tempo fa Gualtieri ipotizzava una «rimodulazione».

Il presidente del Consiglio è convinto che non ci saranno troppi problemi a racimolare la somma necessaria. «In soli tre mesi siamo riusciti a recuperare 23 miliardi e, allo stesso tempo, abbiamo ridotto in carico fiscale per famiglie e imprese. In un anno faremo molto di più». La chiave, sostiene, è il contrasto all'evasione, «se tutti pagano le tasse, tutti pagheranno di meno». Poi, ci sarà «la semplificazione amministrativa».

Primo passo, il taglio del cuneo. Nella Finanziaria sono stati stanziati tre miliardi per quest'anno e cinque per il 2021. Gualtieri punta a ridurre già nel 2020 di 500 euro le imposte ai lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 35 mila. Nel 2021 in vantaggio arriverebbe a mille euro, per chi non ha diritto ai famosi 80 euro di Renzi, un bonus che potrebbe essere trasformato in una detrazione. «Si terranno in considerazione diverse imposte al fine di creare un sistema armonico, che risulti più leggero per i redditi medi e bassi». Antonio Misiani, viceministro all'Economia, vorrebbe anche trovare qualcosa per «i quattro milioni di lavoratori precari incapienti». Ma è già arrivato lo stop della Cisl. «Basta annunci. La riforma - dice il responsabile del settore Ignazio Ganga - non si fa sui giornali, bensì aprendo le trattative. Per Stefano Buffagni, 5s, viceministro allo Sviluppo economico, «rivedere l'Irpef garantirebbe il cuneo». D'accordo pure i renziani. «Bene Conte - dice Luigi Marattin, era una nostra idea».

Secondo invece Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, «il premier con le sue fantomatiche proposte dimostra un pericoloso scollamento dalla realtà: dal governo zero soluzioni per Ilva, Alitalia, autostrade, per non parlare della credibilità italiana perduta in politica estera».

Intanto tra due settimane si riaprirà il dossier pensioni. La Cataldo metterà in piedi «un tavolo di esperti per superare la legge Fornero e dare al Paese un sistema più equo e flessibile». Niente dettagli, «decideremo sulla base dei dati e dopo un ampio confronto», ma si parla di una nuova quota 102. Ma per Tito Boeri, ex presidente dell'Inps, la richiesta dei sindacati di andare con la pensione prima a 62 anni, «crea ingiustizie tra coetanei e un conflitto generazionale».

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