Peones 5s contro il referendum. "Con il sì perdiamo la poltrona"

Con il via libera al terzo mandato i big grillini possono candidarsi. Il taglio dei parlamentari spaventa i novellini

La «riforma» che - in mancanza di idee migliori - è diventata la bandiera principale del Movimento Cinque Stelle trova - bizzarramente - i suoi più feroci avversari proprio nelle retrovie parlamentari grilline. Si tratta di una resistenza sorda e sotterranea, che - salvo rarissime eccezioni - non ha il coraggio di venire alla luce per non essere immediatamente fulminata come eresia. Ma è molto più vasta di quanto si pensi, come raccontano i parlamentari di altri partiti, schierati per il No al referendum, che raccolgono gli affanni, le lacrime e i tormenti dei grillini.

Per comprendere il terrore che corre sul filo dentro i gruppi parlamentari dei 5 Stelle alla vigilia del referendum sul taglio dei parlamentari, e dopo la sostanziale abolizione del limite dei due mandati, basta fare un po' di conti. Nel marzo 2018, col trionfale 32 per cento, entrarono alla Camera e al Senato due eserciti di eletti grillini: 226 alla Camera dei deputati, 112 al Senato. Altissima la percentuale dei parlamentari di prima nomina, grazie al successo elettorale: quasi il 65%.

Certo oggi i due gruppi si sono assai ridotti, a causa delle continue fuoriuscite: meno 26 alla Camera, meno 17 al Senato. Ma questo ridimensionamento non è nulla rispetto alla possibile ecatombe che si verificherà con le prossime elezioni. Difficile fare calcoli esatti, visto che ancora non è chiaro con quale legge elettorale si andrà a votare la prossima volta. Ma le simulazioni più attendibili, fatte sulla base degli ultimi (pessimi) risultati elettorali di M5s e dei (bassi) sondaggi in circolazione, raccontano di una vera e propria ecatombe: da 226 i deputati potrebbero diventare tra gli 85 e i 65, lasciando sul terreno tra i 120 e i 140 cadaveri politici. Analogamente al Senato potrebbero essere rieletti tra i 40 e i 25 uscenti. Le cause tecniche sono due: il crollo dell'appeal elettorale grillino, e il taglio dei parlamentari voluto dai medesimi grillini, che ridurrà complessivamente di un terzo i posti in palio. A rendere ancor più drammatica la prospettiva, soprattutto per i tanti novellini entrati in Parlamento grazie all'onda gialla del 2018 (e subito affezionatisi profondamente al proprio ruolo e seggio), c'è stata l'operazione Rousseau. Con l'addio alla famosa regola dei due mandati, possono contare sulla ricandidatura anche i parlamentari che oggi sono alla seconda legislatura. E si tratta di tutti i vip e i dirigenti: dal ministro degli Esteri Gigino Di Maio al presidente della Camera Roberto Fico, tutti i membri di governo (Bonafede, Buffagni, D'Incà, Patuanelli e via elencando) ai vari capetti con incarichi di partito o parlamentari: Crimi, Taverna eccetera. Tutta gente che, grazie al ruolo, ha goduto in questi anni di grande visibilità, ospitate tv, possibilità di costruirsi cordate e clientele. Senza contare i «dissidenti» da tenere buoni con la garanzia di un posto al sole: il disoccupato Di Battista, stufo di fare il girovago, le varie ex ministre come Barbara Lezzi e Giulia Grillo e così via. Con pochi posti al sole da assicurare, e tanti aspiranti in prima linea, la sorte dei parlamentari di prima nomina è segnata: sono vittime predestinate. Finora, ad avere il coraggio di venire allo scoperto affermando che bisogna votare no al referendum è stato solo il deputato Andrea Colletti: «È una riforma mal pensata e mal strutturata, che lede la rappresentatività parlamentare». Nelle ultime ore si è aggiunta la voce critica di Marco Rizzone, il parlamentare accusato di aver intascato il bonus Iva: «Si cavalca la rabbia per provare a riprendersi un po' di consenso con il referendum». Ma a votare «no» nel segreto dell'urna, nella ciurma parlamentare grillina, c'è da giurare che saranno molti, molti di più.

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Commenti

Giorgio Mandozzi

Lun, 17/08/2020 - 10:08

Finalmente si sono svegliati! Davvero non capivo l'esultanza dei grillini per la riduzione dei parlamentari avendo come conseguenza per la maggior parte di loro la destinazione a reddito di cittadinanza. Oltre alla riduzione dei parlamentari dovranno fare il conto con il crollo dei consensi e sarà un massacro. Davvero risibili!

carlo dinelli

Lun, 17/08/2020 - 10:08

Grillini Infami e Poltronari: in galera!!!

Ritratto di Azo

Azo

Lun, 17/08/2020 - 10:12

Per ciò che avete fatto al governo, queste poltrone, NON VE LE SIETE MERITATE, SIETE DEGLI ARROGANTI MENEFREGHISTI!!!

Duka

Lun, 17/08/2020 - 10:14

La Politica in questo paese non esiste da molti anni , chiamano politica per vergogna in realtà è il MESTIERE DEL POLITICANTE molto molto redditizio e perciò da tenere ben al riparo. Tutti aspirano al “palazzo” non esiste mestiere meglio pagato anzi strapagato al mondo. E’ solo questa la verità .

Ritratto di Adespota

Adespota

Lun, 17/08/2020 - 10:17

Ho trovato un motivo molto convincente per votare a favore del taglio dei parlamentari.

Ritratto di tomari

tomari

Lun, 17/08/2020 - 10:21

Se si tratta di espellere dal Parlamento una caterva di Grulloni, a malavoglia e turandomi il naso, voterò SI!

Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 17/08/2020 - 10:41

Hanno sputato il rospo. Ovviamente i più sgamati lo sapevano già,gli altri,gli allocchi che li hanno votati,beh,non fanno testo.

Cheyenne

Lun, 17/08/2020 - 10:44

il referendum si perderà perchè TUTTI escluso Lega e FdI voteranno NO. E' bello criticare i privilegi (alcuni francamente assurdi come il barbiere ecc.) degli altri, quando non si hanno. Appena i peones pigliano uno status sociale che prima si sognava diventano subito contrari a perderlo. La vera America è l'Italia miglior esempio di maio da bibitaro (forse discreto) a Ministro degli Esteri ( pessimo)

solcoprofondo

Lun, 17/08/2020 - 10:46

ahiahiahi!!! la poltrona....vavavumaaa!!!

lisanna

Lun, 17/08/2020 - 11:39

SOLO QUESTO PENSIERO FA VOGLIA VOTARE SI,MANDARE A CASA GLI INUTILI E DANNOSI CHE VOLEVANO APRIRE COME UNA SCATOLETTA IL PARLAMENTO E" MAI CON NESSUNO"

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Lun, 17/08/2020 - 11:51

C'era da aspettarselo, anche questi schifosi dei 5 Stalle tengono solo e soltanto alla poltrona e ai privilegi. Se ne sono accorti, il referendum sui parlamentari è per loro un vero colpo di zappa sui piedi. Ma noi voteremo tutti per la riduzione di questi parassiti di ogni genere e colore.

bruco52

Lun, 17/08/2020 - 11:58

la prospettiva di infoltire le schiere dei percettori del reddito di cittadinanza fa spaventare quei grillozzi, che baciati dalla fortuna, hanno vinto la povertà (la loro), metti poi la paura che anche quel reddito venga abolito e di conseguenza bisognerà mettersi a lavorare, magari al nero o rimanere disoccupati fino alla pensione....gli anticasta tremano al pensiero di venir esclusi dai benefici della casta....

kayak65

Lun, 17/08/2020 - 12:18

vedremo anche quanti big sopraviveranno...dov'e' di battista?

SemprePiùBasito

Lun, 17/08/2020 - 12:19

Veramente delle nullità che pensano che la politica li debba mantenere. Penso che ben presto se arriveremo a quello che spero, la politica diventerà qualcosa di non gradito a tante persone con il principio chi sbaglia paga, Ministro che sia ed aggiungerei entri con una corrente o rimani lì o a casa... il gruppo misto da eliminare.

leopard73

Lun, 17/08/2020 - 12:20

Prima vi stava BENE adesso Andate a LAVORARE LAZZARONI INCAPACI!!!!

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 17/08/2020 - 13:07

Una scritta di tal Stefano Buffagni, di gradimento grillino, è scritto: “Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli”. Ignoro chi sia Buffagni, ma conosco i Grillini, per evidenti motivi. I fatti ci dicono che i 5 Stelle stanno derogando a più di una “regola”, perché ormai troppo furbi. Come sarà valutato dai “Romani” il recente “cambio tutto”, che vorrebbe ridare alla Raggi il ruolo di “sindaca” di Roma. La fame di potere è in crescita anche a Roma? L’ho votata, ma dopo meno di una settimana ho capito il mio errore.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Lun, 17/08/2020 - 15:31

Hanno aperto la scatoletta di tonno e dopo averlo assaggiato ne vorrebbero un'altra. Questa è la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la democrazia rappresentativa è una burla: una volta eletti si attaccano al potere come le cozze allo scoglio, ma almeno le cozze depurano il mare.