Più tasse sul mattone in 8 comuni su dieci (grazie ai gialloverdi)

In manovra c'è la possibilità di aumentare Imu e Tasi: molti sindaci ne approfitteranno

Più tasse sul mattone in 8 comuni su dieci (grazie ai gialloverdi)

A rischiare di più a causa dello sblocco del fisco locale previsto dalla Legge di Bilancio saranno paradossalmente i cittadini dei centri più virtuosi. Quelli che in passato non hanno ancora spinto al massimo aliquote, addizionali e tasse locali ma ora, tentati dalla possibilità di farlo e in alcuni casi spinti dal peggioramento della situazione dei conti, metteranno mano alla leva fiscale. In particolare all'Ici Imu sulle seconde case, un grande business per le amministrazioni comunali.

Dovendo fare uno scenario generale si può dire che le città medio piccole del Centro Nord sono quelle a maggior rischio aumenti. L'imposta sulle seconde case potrebbe aumentare fino allo 0,6%, nel caso di comuni che hanno fissato quella attuale al 7,6 per mille. Più «fortunati» i residenti dei centri del Sud, che hanno ampiamente usufruito in passato della leva fiscale e rischiano solo mini aumenti. Che saranno nulli nei casi in cui il comune abbia già deliberato un'aliquota al 10,6 per mille.

Quello che è certo che è che i comuni dove potrebbe aumentare l'imposta sono la maggioranza. Il 79,6 per cento, secondo una elaborazione del quotidiano economico Sole24ore. Il 56% dei comuni rischia aumenti tra l'1,6 e il 2 per mille. L'1,7 un rincaro fino al 6 per mille.

Chi non rischia niente è chi ha la residenza nel 20,4% dei comuni che ha già l'aliquota al massimo. La lista comprende Roma, che peraltro ha una aliquota maggiorata all'11,4 mille.

Il rischio è che il settore immobiliare, ancora alle prese con una crisi profonda, risenta dei nuovi aumenti.

Tra i pochi centri che nel 2018 hanno registrato un aumenti dei prezzi delle case, ci sono molte città del Centro Nord. L'area del Paese che rischia gli aumenti maggiori.

Roma, dove le imposte locali sono già al massimo da anni, i prezzi delle case stentano a riprendersi. Le quotazioni registrate dal sito di compravendite immobiliari Idealista sono inferiori rispetto al 2017 dell'1,9 per cento.

Nel resto d'Europa il prezzo degli immobili è in ripresa da tempo. Persino in Irlanda e Spagna, paesi che hanno attraversato una vera e propria bolla immobiliare, i prezzi delle case sono in ripresa da tempo.

In Italia, no. Colpa delle tasse secondo Confedilizia. «Dai 9 miliardi l'anno dell'Ici, si è passati ai 21 di Imu e Tasi. E i valori (il risparmio degli italiani) sono crollati», ha twittato ieri il presidente Giorgio Spaziani Testa.

Ma non ci sono solo le tasse a mettere a rischio il valore delle case e degli altri immobili degli italiani. Ieri l'esponente di Forza Italia Renato Brunetta ha messo in rilievo come la manovra preveda un «piano di cessione di immobili pubblici tale da determinare entrate non inferiori a 950 milioni di euro per l'anno 2019 e a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021»

Un programma difficile da attuare. Con tutta probabilità «si metteranno sul mercato gli stessi immobili che si cifrano da anni, senza che si sia mai riusciti a venderli». Ma «se si riuscisse a realizzare quasi un miliardo di dismissioni immobiliari in un anno, il mercato immobiliare verrebbe investito da una offerta supplementare di immobili pubblici, con effetti depressivi complessivi sul mercato immobiliare, anche privato e con conseguenze negative sulla valorizzazione complessiva dei relativi dati patrimoniali».

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