Sono le 21.35 di mercoledì a Lambrate, all'incrocio tra via Carnia e via Deruta, periferia nord est della città. Una Smart ForTwo nera arriva come un proiettile, nemmeno rallenta. Due sorelle, 75 e 70 anni, stanno attraversando sulle strisce. Alfonsa Curiale viene caricata sul parabrezza della vettura in corsa, scaraventata a venticinque metri di distanza come un sacco vuoto; la sorella minore, Filomena, finisce buttata di lato, resta a terra. Alle 22.22, al San Raffaele, Alfonsa è già morta. Quarantasette minuti di agonia inutile.
Al volante della vettura c'è Giorgio Piazzolla, 38 anni, faccia qualunque dell'hinterland, Inzago la residenza ufficiale, Milano il domicilio effettivo. Ma ormai poco importa: è semplicemente un uomo che l'altra sera aveva deciso di non esistere più, o forse di esistere troppo. Tasso alcolemico tra 1,95 e 1,99, quattro volte il consentito. Cocaina nel sangue. Un cocktail chimico che trasforma un essere umano deciso a tornarsene a casa in un proiettile di carne e metallo.
Non si ferma Giorgio. Non scende. Scappa. Mezz'ora dopo chiama i genitori a Segrate. La madre, con quel gesto antico e disperato che solo le madri sanno fare, telefona al 112 e consegna il figlio ai carabinieri. I vigili della Locale, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, lo trovano subito dopo a due passi da casa sua, cioè nel parcheggio del supermercato "Lidl" di via Ornato, in zona Niguarda, accanto alla Smart sfondata, parabrezza infranto, paraurti squarciato. L'alito vinoso, lo sguardo perso, la vita già finita prima ancora delle manette.
C'è qualcosa di oscenamente contemporaneo in questa storia. Un uomo che ha scelto di attraversare la notte chimicamente anestetizzato, che investe due vecchie signore come fossero ostacoli insignificanti, che fugge e poi si fa consegnare dalla mamma.
Piazzolla adesso è in carcere a San Vittore, accusato di omicidio stradale aggravato, omissione di soccorso, con l'aggravante dello stato di ebbrezza e dell'assunzione di stupefacenti. Nel verbale di arresto, si legge che le donne sarebbero state investite sulle strisce pedonali anche se il luogo dell'investimento non è stato "precisamente localizzato". Sul posto erano presenti quattro testimoni.
L'intera vicenda e i rilievi sono stati gestiti e coordinati sempre dalla Locale che già qualche giorno fa si era occupati di un altro investimento mortale. Sabato infatti due coniugi erano stati travolti da un'auto in zona Bicocca.
Il marito, 77 anni, era morto al suo arrivo in ospedale, mentre la moglie 75enne è rimasta gravemente ferita. In quel caso il conducente dell'auto, 60 anni, si era fermato: era risultato negativo ai test per rilevare l'assunzione di alcol e droga.