Il Ponente ligure in ginocchio: sei mesi di pioggia in un giorno

Savonese ed imperiese sott'acqua. 200 sfollati e fiumi sotto attenzione. Chiesto lo stato di calamità naturale

Il Ponente ligure in ginocchio: sei mesi di pioggia in un giorno

E ntroterra sott'acqua, scantinati e abitazioni allagate, quasi 200 sfollati preventivamente dalle zone critiche e danni a privati e attività produttive. È la stima, parziale, dell'ondata di maltempo che colpito la Liguria, con nubifragi concentrati in particolare nel ponente, tra Val Bormida, nell'entroterra savonese, e l'imperiese. La pioggia, ancora una volta, non ha risparmiato nessuno, quasi un bollettino di guerra. Ma la buona notizia c'è: la macchina dell'emergenza ha funzionato con interventi mirati già nelle ore calde per mettere in sicurezza la popolazione. È quanto sottolineato dalla Regione che ha già formalizzato la richiesta dello stato di emergenza. Ancora in corso la conta dei danni.

Secondo le stime della protezione civile e dell'Arpal è caduto in poco più di una manciata di ore il quantitativo di pioggia che normalmente cade in metà anno.

Dati definiti come «impressionanti» anche dal capo della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, ieri in Liguria per un sopralluogo nei comuni più colpiti.

Ancora una volta protagonisti di allagamenti e inondazioni sono stati i torrenti: prima dei corsi d'acqua principali, i rivi affluenti carichi della pioggia dei giorni precedenti. E ora si teme per la condizione dei terreni, e il rischio frane e smottamenti.

Partendo dal savonese, nell'entroterra i danni maggiori si sono registrati nel bacino del Bormida, che ha rotto gli argini in diversi punti provocando allagamenti a Cairo Montenotte, Bragno, Calizzano e Carcare. Acqua che ha invaso anche Pallare, Roccavignale, Cosseria. Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco, 96 gli interventi durante l'emergenza e numerosi comuni rimasti senza corrente. Proprio per l'esondazione del Bormida bloccata per ore la linea ferroviaria Savona-Acqui mentre a Murialdo il crollo del ponte delle Fucine ha isolato una trentina di famiglie. Esondazioni e allagamenti che hanno poi coinvolto anche Dego, Cengio e Carcare sempre nell'entroterra mentre a Savona città ha preoccupato la piena del Letimbro.

Apprensione anche nell'imperiese, sulla costa e nell'entroterra: monitorati speciali il fiume Centa e il torrente Arroscia che hanno causato allagamenti e molta paura ad Albenga e Ortovero. Ad Arma di Taggia il torrente Argentina ha superato più volte il livello di guardia, esondazioni per i rivi affluenti si sono registrate nell'entroterra a Molini di Triora. Sulla costa, a Ventimiglia, sorvegliato speciale il fiume Roja dove da martedì sono in corso le ricerche di un migrante, inghiottito dalla piena. Nell'imperiese la viabilità resta in ginocchio: strade chiuse tra i comuni di Mendatica e Cosio di Arroscia, Carpasio e Montalto Ligure, Apricale e Baiardo, Pigna senza contare la statale 28 tra Pieve di Teco e Pornassio.

Dati in aggiornamento, ma durante le 48 ore di allerta sono state sfollate in tutto circa 200 persone. I due terzi di questi, fatti allontanare a titolo precauzionale, sono già rientrate nelle loro case.

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