Portogallo, italiani stangati. Tassa al 10% per i pensionati

La decisione del premier socialista dopo le pressioni di Bruxelles, che accusa Lisbona di concorrenza sleale

Non sarà più una destinazione tanto appetibile per molti pensionati europei, tra cui una bella rappresentanza di italiani, come lo è stato per un decennio. Il Portogallo cambia le leggi e nella manovra finanziaria per il 2020, prossima all'approvazione, inserisce una tassa che gela i nuovi pensionati stranieri che dal prossimo febbraio stabiliranno il loro buen retiro nel paese dei lusitani: una gabella del 10 per cento sulle loro pensioni.

L'ha voluto il governo del premier socialista Antonio Costa (segretario dei Socialisti portoghesi) per rimpinguare le casse pubbliche, ma anche su pressione del suo partito. E se è la fine del paradiso fiscali per i nuovi, l'esenzione fiscale rimane in vigore per chi dal 2009 risiede in Portogallo per almeno sei mesi all'anno e non è stato tassato come residente fiscale nei cinque anni precedenti.

Inizialmente a Lisbona si era parlato di un'imposta del 20 per cento, ma Costa è riuscito a trattare anche con la corrente più radicali dei Socialisti che non vedono di buon occhio «l'invasione» dei pensionati stranieri dell'ultimo decennio. Un'invasione che, invece, è sempre stata apprezzata e sostenuta dal mercato immobiliare lusitano, beneficiato da un'impennata di vendite e affitti per abitazioni turistiche e di prestigio che i portoghesi non si possono permettere con il loro reddito attuale.

Secondo l'Aire, (l'anagrafe degli italiani residenti all'estero) nel 2019, il numero di connazionali residenti nella grande provincia di Lisbona sfiorava quota tremila, di questi il 40 per cento gode di una pensione media, esentasse, di 2700 euro. A questi il Fisco portoghese non toglierà nulla, poiché la legge non è retroattiva. I dolori arriveranno per i pensionati che prenderanno la residenza nel 2020. Se non decideranno per le isole Canarie, ancora non tassate. Il prelievo sulle pensioni straniere è stato suggerito anche su pressione di Bruxelles che ha accolto le proteste di molti Paesi europei, danneggiati dalla concorrenza fiscale di Lisbona. Anche i pensionati portoghesi si erano lamentati col governo di Costa per questa discriminazione tra portoghesi a riposo tassati e stranieri intoccabili grazie alla legge pensata per rilanciare il Portogallo.

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