Leggi il settimanale

Preso il killer di Aurora. "Stuprata e soffocata"

L'assassino è un peruviano clandestino con precedenti. Era già in carcere per una rapina

Preso il killer di Aurora. "Stuprata e soffocata"
00:00 00:00

L'ha seguita, l'ha agganciata con una scusa, poi l'ha convinta a infilarsi con lui, nel cuore della notte, in una strada fuori mano. E qui l'ha aggredita selvaggiamente, probabilmente l'ha violentata, senza che lei - minuta, poco più che ragazzina - riuscisse a liberarsi. E poi l'ha strangolata a mai nude. Infine se n'è andato, come se nulla fosse. Ma deve avere avuto un dubbio: di non averla davvero uccisa, di rischiare che si riprendesse e lo accusasse. Così è tornato a controllare il lavoro fatto, forse a finirlo.

È morta così, per mano di un bruto pregiudicato per violenza sessuale, Aurora Livoli, ad appena 19 anni. Aveva lasciato all'inizio di novembre la sua famiglia a Fondi, un piccolo centro vicino a Latina, inseguendo una qualche inquietudine, forse "l'inferno" di cui parlava in uno dei suoi ultimi post. Poi buio, nessuna chiamata a casa, nessuna traccia. Fino a domenica sera, tre giorni dopo Natale, quando riappare sotto gli occhi elettronici di una telecamera, all'angolo di una strada - stretta, poco più di un vicolo - della periferia milanese, insieme a quello che diventerà il suo assassino. Per giorni, dopo il ritrovamento del corpo di Aurora, all'alba di lunedì, i carabinieri e il pm Alessandro Pansa hanno dato la caccia all'uomo ritratto accanto ad Aurora, lo stesso che poi entra ed esce a ripetizione da via Paruta, e che in qualche immagine sembrava quasi un ragazzo o poco più.

Invece no. Adesso si sa che è un uomo adulto, 56 anni, si chiama Emilio Valdez Velazco. Un peruviano clandestino, un predatore seriale che aveva già precedenti sulle spalle. E che poco prima di aggredire la diciannovenne di Fondi aveva preso di mira una sua coetanea, in una stazione della metropolitana poco distante dalla zona dove poi viene aggredita Aurora: cerca di rapinarla del telefono, di trascinarla in un anfratto della stazione per continuare l'impresa, ma la vittima chiede aiuto, si divincola, si mette in salvo. Lui si gira il giubbotto al contrario per non essere riconosciuto e sparisce tra la gente. Due giorni dopo i carabinieri lo rintracciano, lo arrestano per la tentata rapina nel metrò. E si trovano davanti alla copia vivente dell'uomo ritratto nei video di via Paruta, lo sconosciuto alto e magro che entra nella stradina con Aurora.

La svolta arriva nelle stesse ore in cui dall'autopsia arriva la conferma delle ipotesi fatte subito dopo il ritrovamento, quando erano saltate all'occhio le escoriazioni e i lividi sul collo della povera ragazza. Secondo le prime indiscrezioni, il medico legale ha stabilito che Aurora è morta per soffocamento, è stata strangolata. E le condizioni in cui il corpo è stato ritrovato, privo quasi completamente di indumenti nella parte inferiore, rende quasi ovvia la motivazione dell'aggressione e dell'assassinio. Sulla responsabilità del peruviano che era con lei, e la cui presenza è stata riscontrata anche dalle analisi tecniche dei suoi spostamenti, gli inquirenti sono convinti di avere elementi più che solidi.

Così al fermo per la tentata rapina di Cimiano è pronto ad aggiungersi anche il fermo per omicidio volontario aggravato. Che porta con sé anche una constatazione, purtroppo non inedita: se Valdez Velazco fosse stato fermato per tempo, oggi Aurora Livoli sarebbe ancora viva.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica