Pressing di Fi sul Salva Stati. Ma i sovranisti restano freddi

Centrodestra spaccato. Meloni e Salvini "Non ci serve" Ma gli azzurri incalzano: "Eviterebbe il collasso"

Pressing di Fi sul Salva Stati. Ma i sovranisti restano freddi

P iù aumentato i contagi e più spesso si pronuncia l'acronimo Mes nei dibattiti politici. Il «meccanismo europeo di stabilità» rimane un discrimine forte in ambito politico. Il governo continua a temporeggiare visto che l'utilizzo dello stesso Mes potrebbe spaccare la coalizione di maggioranza.

Nel centrodestra però si torna a spingere sull'utilizzo dei 37 miliardi messi a disposizione dall'Europa per aiutare da subito il nostro sistema sanitario. Sono tutte le forze moderate della coalizione a dire chiaramente che il Mes rappresenta non solo una opportunità ma anche una necessità. Eppure Fratelli d'Italia e Lega continuano a segnare una posizione di netto rifiuto.

Anzi, bocche cucite sul tema. Non si segnalano da giorni prese di posizione al riguardo dai rappresentanti dei due partiti. Dopo l'ultimo estremo tentativo portato avanti da Bruno Vespa, nel suo salotto televisivo il sette ottobre scorso, per convincere l'ospite Matteo Salvini a tornare sui suoi passi. «Perché no? Costa poco» prova a incalzarlo Vespa. «Sì, con i titoli di Stato pago l'un per cento in più ma ci permettono di tenere in casa nostra la decisione sull'età pensionabile, sulle tasse, sui servizi sanitari e sociali». Chissà se ora che il «nuovo» e più moderato Salvini apre a un rapporto rinnovato con la Ue la Lega sarà disposta a rivedere la sua posizione sullo strumento.

Chi invece resta inflessibile è Giorgia Meloni. Il suo rapporto con la Ue è sicuramente più costruttivo ma il giudizio sul Mes resta senza appello («rischiamo il commissariamento della nostra politica economica»).

Eppure Forza Italia continua a spingere per l'utilizzo dello strumento. Ancora ieri Berlusconi ne reclamava l'urgenza su Twitter e si appellava non soltanto alle forze di governo ma anche agli alleati. Sulla sua scia molti esponenti di primo piano del partito hanno tentato nelle ultime ore un dialogo più costruttivo sul tema. Complici anche le ultime notizie giunte sul fronte della lotta alla pandemia. Non c'è soltanto l'impennata del numero dei nuovi contagi, dicono a Forza Italia, ma anche le surreali file per fare il tampone. Regioni e strutture sanitarie sembrano impreparate e a rimetterci non è soltanto la pazienza dei cittadini ma anche la loro salute. In un simile quadro, spiega Sestino Giacomoni dell'Ufficio di presidenza di Forza Italia, non è comprensibile il rifiuto del Mes. «Potrebbe fare più vittime l'ostinazione diffusa - dice - nei confronti di questo strumento che il Covid stesso». «File bibliche nei drive in per fare i tamponi, scarsità di personale medico e sanitario, tamponi e reagenti insufficienti: è il quadro drammatico in cui si trova l'Italia - aggiunge il suo collega di partito Osvaldo Napoli -. In tutto questo sgomenta vedere la flemma del presidente del Consiglio e dei ministri grillini che ripetono che il Mes non serve. Che cosa ci vuole perché il governo rompa gli indugi? Serve forse arrivare ai numeri drammatici di Francia e Spagna?». «L'Italia è in piena emergenza sanitaria - incalza l'azzurro Marco Marin - e il governo delle quattro sinistre non può continuare a predicare bene e a razzolare male. E se gli italiani hanno il diritto di utilizzare quei 36 miliardi di euro, il governo giallorosso invece ha l'obbligo di farlo. Ogni giorno che passa la responsabilità che grava sulle loro spalle per il mancato utilizzo del Mes è sempre più pesante».

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