Primi malcontenti sul Sostegni II: "No a un altro stop degli sfratti"

Confedilizia boccia l'idea di un'altra proroga. Il nodo coperture

Primi malcontenti sul Sostegni II: "No a un altro stop degli sfratti"

Primi scricchiolii nei rapporti tra il governo Draghi e le parti sociali. Se da parte dei sindacati i fronti aperti sono pochi, le associazioni di impresa iniziano a lamentare una scarsa attenzione da parte del governo. È successo con il decreto Sostegni, considerato insufficiente da commercianti e artigiani. Ma la frattura rischia di aggravarsi con il prossimo decreto Sostegni, ancora allo studio dell'esecutivo e già al centro di polemiche.

Ieri è stata la volta di Confedilizia. Già scottata dalla proroga dello stop agli sfratti per morosità, comprese quelle che non c'entrano nulla con la crisi da pandemia, ora mette le mani avanti su una possibile ulteriore proroga della misura pro abusivi, oltre la scadenza che era stata fissata dal decreto Ristori al 30 giugno.

«Non ci sono parole per descrivere tutto ciò: forse, semplicemente, nausea», ha scritto ieri il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. «Da un anno e mezzo, migliaia di famiglie di piccoli risparmiatori sono umiliate da Governi che impediscono con noncuranza l'applicazione di provvedimenti con i quali i giudici hanno ordinato, spesso dopo anni di mancati pagamenti e di costoso contenzioso, la restituzione ai proprietari dei loro immobili».

L'associazione dei proprietari di case ricorda come il governo Draghi abbia rifiutato una soluzione di compromesso trovata in Parlamento, cioè anticipare la fine del blocco degli sfratti per gli inquilini che avevano smesso di pagare già prima della pandemia. Ora «vorrebbe addirittura prolungare questo periodo di sospensione del diritto (accompagnandolo, dice l'indiscrezione, con qualche spicciolo ad alcuni). È incredibile», aggiunge.

L'idea sarebbe appunto quella di prevedere dei mini risarcimenti per i proprietari di immobili - spesso persone il cui reddito dipende solo dall'affitto - occupati da inquilini che non pagano.

Il nodo del prossimo decreto Sostegni restano le risorse. Come noto, non bastano i 20 miliardi di euro finora preventivati. Il governo prepara un ulteriore scostamento di bilancio da 30 miliardi.

Deficit extra che verrà ufficializzato in coincidenza con la presentazione del Def, intorno al 15 aprile. Proprio per prevenire le proteste delle categorie più esposte agli effetti delle chiusure, si sta pensando a rafforzare i contributi a fondo perduto per bar e ristoranti.

In vista inoltre un altro rinvio di alcune scadenze fiscali, come il pagamento degli acconti Irpef che una precedente proroga ha fissato al 30 aprile. Se sugli sfratti il governo sembra volere scontentare i proprietari, potrebbero arrivare novità sugli affitti commerciali, con un credito di imposta del 60%. Allo studio una proroga della moratoria sui prestiti.

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