Le priorità della sinistra? "Una legge per dire ministra"

Elena Bonetti chiede una legge per introdurre il termine "ministra". Giorgia Meloni: "Vivono su un altro pianeta"

Le priorità della sinistra? "Una legge per dire ministra"

Mentre si parla di ripartenza, mascherine, stato d'emergenza e mix vaccinale - quindi problemi che toccano le viscere degli italiani - qualcuno si perde in chiacchiere. E tira fuori dal cilindro la battaglia della declinazione femminile dei termini. Sembravano lontani i tempi in cui Laura Bodrini chiedeva di essere chiamata la presidente della Camera e invece... eccoci di nuovo qui.

La nuova eroina femminista (a comando) è Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la Famiglia. Intervenuta nella trasmissione di Rai Radio1, Un giorno da pecora, l'ha sparata piuttosto grossa. "Come vuole essere chiamata? Ministra o ministro?", le domanda il conduttore. "Sempre ministra. Sul sito del governo c'è scritto 'ministro'? Faremo una legge anche per questo, perché il titolo ufficiale è ministro, io però penso sia giusto chiamarmi ministra". Ma davvero il ministro vuole scomodare il parlamento per questa "legge"? Sono davvero queste le sue priorità?

Parrebbe proprio di sì. E a sostegno della sua tesi, si butta sul "pratico". "All'Università sono professore associato, formalmente, anche se mi faccio chiamare professoressa - sottolinea convinta e orgogliosa -. Io credo che sarebbe importante promuovere la declinazione al femminile del linguaggio. Se vogliamo testimoniare che le donne possono accedere a qualsiasi ruolo della P.A., vivendolo nell'esperienza del femminile, penso che anche il linguaggio debba avere la declinazione al femminile".

Per il ministro delle Pari opportunità, quindi, l'uguaglianza di genere si ottiene declinando i termini al femminile. Non - magari - eliminando i pregiudizi (da parte degli uomini) o il vittimismo sterile (da parte delle donne). No, per la Bonetti, se da domani tutti i termini venissero coniugati al femminile, le donne si sentirebbero più inserite nel sistema. Buono a sapersi, ma non ci pare questa la soluzione a ogni male.

Non tutti - ovviamente - la pensano come lei. Dopo queste parole strampalate, la pelle di Giorgia Meloni si è accapponata. "Imprese stremate, emergenza economica, lavoratori e famiglie in crisi... e nel governo c'è chi pensa ad una legge sull'utilizzo del femminile nel linguaggio istituzionale - scrive sul suo profilo Facebook -. Questa sinistra vive su un altro pianeta, lontano anni luce dal nostro". Probabilmente, lontano anni luce da quello di tutti gli italiani.