Privacy ad Alpa Conte pensa al suo maestro

Roma - Il pasticcio privacy nato dalla multa alla piattaforma Rousseau rischia di avvitarsi tra totonomi e procedure. Il diktat Casaleggio-Di Maio con attacco politico all'attuale presidente dell'Authority si scontra con l'approssimazione già dimostrata dal governo in occasione di altre nomine di rilievo. Chi sarà «l'indipendente» cui il vicepremier grillino ha fatto riferimento? Come già anticipato dal Giornale, al M5s farebbe comodo un Garante «non ostile» visto che la piattaforma Rousseau rischia una multa fino a 10 milioni di euro. Nonostante questo, la maggioranza pare arrivare impreparata all'appuntamento: l'attuale collegio scade il 18 giugno e il bando per le candidature va fatto 60 giorni prima, cioè il 18 aprile. E finora non ce n'è traccia.

C'è poi il capitolo dei nomi, su cui, dopo la dichiarazione di Di Maio, si è scatenato un putiferio di ipotesi. Tra queste spicca quella dell'avvocato Guido Alpa (nella foto), giurista insigne la cui competenza non è in dubbio, visto che ha avuto incarichi di consulenza dal Garante anche recenti, proprio come il suo pupillo, l'«avvocato degli italiani» Giuseppe Conte. I rapporti con il presidente del Consiglio renderebbero però difficile giustificare il criterio dell'indipendenza dalla politica. Del resto sia i legami politici che l'età, Alpa ha 71 anni, non hanno impedito alla maggioranza di nominare alla Consob l'ex ministro Paolo Savona.

L'accordo in maggioranza pare ancora non raggiunto, tanto che tra i nomi in corsa c'è quello di Massimo Melica, avvocato esperto in diritto digitale ma vicino alla Lega e con incarichi ricoperti nel Consiglio nazionale forense di cui Alpa è stato presidente. Pare tramontato il nome di Marco Bellezza, consigliere giuridico di Di Maio, mentre si valutano scelte più caute, come quelle dell'attuale segretario generale Giuseppe Busia o di un grand commis come Roberto Chieppa, segretario generale della presidenza del Consiglio. Meno politicamente etichettabile sarebbe invece la scelta di Luca Bolognini, presidente dell'Istituto italiano privacy, che ha inviato una lettera a tutti i parlamentari per sottolineare l'importanza della scelta: nei prossimi sette anni il Garante avrà grandi poteri e grandi responsabilità.

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Commenti

michele lascaro

Ven, 12/04/2019 - 10:26

Beh, un debito di riconoscenza, che dovrebbe però essere un fatto privato, non lo si potrebbe escludere.