Promosso sindaco l'ex assessore di Merola. Non sfonda il candidato civico dei moderati

Lepore vince al primo turno con il 63%. Battistini (centrodestra) al 28%

Promosso sindaco l'ex assessore di Merola. Non sfonda il candidato civico dei moderati

In queste elezioni si è detto da più parti che mancava un Ronaldo. In ogni capoluogo è stato così. Elezioni fiacche, senza verve, dimostrate una volta in più dall'affluenza. Chi ha vinto lo ha fatto con meno della metà degli elettori.

E anche Bologna non ha fatto eccezione. I bolognesi non hanno colto il segnale di rinnovamento lanciato dall'imprenditore Fabio Battistini che si è fermato al 28% ed è stato mangiato dal favorito da sempre, Matteo Lepore, 41 anni, vincitore al primo turno con ampio margine, circa il 63%, proprio il giorno del patrono della città che andrà ad amministrare. Nemmeno da prendere in considerazione gli altri candidati: Marta Collot, sostenuta da Potere al Popolo, è data al 2% e Dora Palumbo, appoggiata da Sinistra unita-Rifondazione comunista-Pci, al 1%. Gli elettori bolognesi hanno votato il successore del primo cittadino uscente, Virginio Merola, non più ricandidabile dopo due mandati.

Battistini qualche giorno fa aveva detto al Giornale che «se a Bologna andranno a votare gli stessi delle ultime Regionali, pur essendo indietro di pochissimo, il ballottaggio è a portata di mano». Non è andata così. I cittadini di Bologna non hanno creduto in una discontinuità amministrativa e sono rimasti impaludati con il candidato del Pd, uomo di Unipol. Ha fatto dieci anni l'assessore comunale nella giunta Merola: dal 2011 al 2016 titolare di Economia, Turismo, Relazioni internazionali e Agenda digitale. Da febbraio 2017 aveva la delega a Cultura, Turismo, Patrimonio, Sport e Immaginazione civica.

Negli anni dell'università (Scienze Politiche) è stato consulente e project manager nel campo dell'associazionismo e dell'impresa cultura e dal 2008 al 2011 ha guidato l'Area sviluppo territoriale, innovazione e internazionalizzazione di Legacoop Bologna. Dopo aver vinto le primarie di centrosinistra del 13 giugno contro la sindaca renziana di San Lazzaro Isabella Conti, sono sette le liste che hanno appoggiato la sua candidatura: Pd, Movimento 5 Stelle, Coalizione civica coraggiosa ecologista solidale, Psi-Volt, Verdi, Anche tu Conti, Matteo Lepore sindaco. Lepore ha già annunciato che terrà per sé la delega alla Cultura.

In quanto a Battistini era stato fortemente voluto dalla Lega, mentre Forza Italia avrebbe insistito a lungo sull'altro favorito, il senatore di Forza Italia Andrea Cangini. Alla fine però è prevalsa la linea del Carroccio di puntare, come avvenuto anche a Roma, Napoli, Torino e Milano, su candidati civici. L'obiettivo dell'imprenditore era quello di costringere Lepore al ballottaggio ma non ci è andato nemmeno vicino. L'imprenditore sessantaquattrenne era alla sua prima esperienza con le urne. Non è andata bene contro un politico navigato come Lepore ma la battaglia durante la campagna è stata senza esclusione di colpi. Bologna, come tutta l'Emilia-Romagna è dura da scalfire, ancor peggio della Toscana e i suoi cittadini non vedono l'alternanza al potere come un segno di democrazia ma semmai come un attacco ad essa ed alla loro roccaforte, che li tiene con i piedi ben al caldo in un consociativismo insopportabile. La Bologna di sempre.

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