Strappo grillino agli Usa: "Togliete sanzioni a Iran, Corea e Venezuela"

I parlamentari grillini della Commissione affari esteri di Camera e Senato hanno lanciato la proposta di una moratoria internazionale per quei paesi, tra cui Cuba ed Iran, che per via delle sanzioni potrebbero avere difficoltà nella gestione dell'emergenza coronavirus

Strappo grillino agli Usa: "Togliete sanzioni a Iran, Corea e Venezuela"

Una moratoria per quei Paesi che, a causa delle sanzioni, rischiano di non avere un sistema sanitario tale da poter fronteggiare l’emergenza coronavirus: è questa l’ultima proposta lanciata dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle all’interno delle commissioni Affari Esteri di Camera e Senato.

Una moratoria “umanitaria” quella dunque che emergerebbe dalla volontà dei grillini, espressa nelle scorse ore in una nota riportate dalle varie agenzie. E non si tratterebbe di una proposta come tante altre: essa infatti arriva dal partito che esprime non solo la maggioranza relativa dei parlamentari, ma anche l’attuale titolare della diplomazia.

Andando a guardare nel dettaglio l’idea lanciata dal Movimento, l’indicazione sarebbe quella di attuare un parziale ridimensionamento delle sanzioni ai Paesi attualmente raggiunti da queste imposizioni, le quali potrebbero nelle prossime settimane contribuire a far mancare il materiale necessario ad affrontare l’emergenza Covid-19.

Le nazioni interessate dalla moratoria, sarebbero in particolare Iran, Cuba, Siria, Venezuela e Corea del Nord. Il primo, in particolare, attualmente è tra i più colpiti dall’epidemia: secondo i dati ufficiali del governo di Teheran, ci sarebbero più di 1.000 morti ma in realtà le vittime potrebbero essere molte di più. E nei giorni scorsi lo stresso presidente Hassan Rouhani ha tuonato contro le sanzioni, accusando gli Usa di boicottare l’arrivo dei medicinali e del materiale indispensabile per curare i malati da Covid-19.

Discorso simile che vale per la Siria, in cui il conflitto in corso ha già provocato un parziale collasso del sistema sanitario. Ieri è stato registrato il primo caso di coronavirus nel Paese, le sanzioni secondo gli stessi deputati grillini potrebbero ritardare ulteriormente la capacità di risposta delle autorità sanitarie.

“Rivolgiamo un accorato appello alla comunità internazionale, Stati Uniti in testa, per l'adozione di una moratoria umanitaria delle sanzioni economiche che impediscono ai governi di diverse nazioni di fronteggiare adeguatamente l'emergenza coronavirus – si legge nella nota dei parlamentari del Cinque Stelle – provocando morte e sofferenza evitabili e creando focolai pericolosi per tutto il mondo”.

“Vanno immediatamente sospese le sanzioni nei confronti dell'Iran – si legge ancora – in piena crisi pandemica, della vicina Siria, già in ginocchio per la guerra e a rischio ecatombe in caso di contagio, del Venezuela, dove i casi sono in rapido aumento, di Cuba, che nonostante l'embargo si prodiga per aiutare altri Paesi come l'Italia, e anche della Corea del Nord, dove il regime nega un contagio che non sarebbe in grado di fronteggiare”.

Poche ore dopo la nota dei parlamentari grillini, dall’Iran è uscita l’indiscrezione di un colloquio tra il ministro degli esteri Zarif e lo stesso Di Maio che ha avuto come oggetto proprio le emergenze che i rispettivi governi stanno fronteggiando: “Zarif ha fatto riferimento alle sanzioni unilaterali, illegali e disumane imposte dagli Stati Uniti all'Iran – fanno sapere da Teheran tramite l’agenzia ufficiale Irna – e che limitano le capacità della Repubblica islamica di combattere il virus. Il capo della diplomazia ha ribadito la necessità di revocare le sanzioni”.

Dall’opposizione però, c’è chi frena sulla possibilità di moratorie umanitarie contro i Paesi raggiunti dalle sanzioni: “Trovo paradossale che in un momento di emergenza nazionale la preoccupazione dei parlamentari del M5S sia l'alleggerimento delle sanzioni verso un blocco intero di Paesi – ha scritto in una nota Matteo Perego, membro di Forza Italia della Commissione Difesa della Camera – tra l'altro con connotati geopolitici molto differenti, tra cui Venezuela e Nord Corea. Viene da chiedersi quale ragione li abbia spinti, oltre al principio della solidarietà”.

Secondo Perego, l’Italia non dovrebbe cedere a quelle che vengono definite strategie di “soft power” operate da alcuni di questi governi nei confronti del nostro Paese, con riferimento ai recenti aiuti arrivati soprattutto da Cuba e Venezuela: “A loro il ringraziamento del nostro Paese è dovuto – ha infatti proseguito Perego – Ma credo invece che gli stessi parlamentari promotori di questa iniziativa dovrebbero occuparsi, in primis il loro ministro degli Affari Esteri, a facilitare l'approvvigionamento di materiale sanitario ancora fermo per il veto all'esportazione di alcuni Paesi”.

Da qui anche una domanda provocatoria da parte dello stesso esponente azzurro: “Il ministro Di Maio chiarisca subito il come e il perché di questa fuga in avanti: ha deciso in totale autonomia che l'Italia non siede più nell'Alleanza Atlantica?”

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento