"Una lotta globale". Una "resistenza" contro "questo ultracapitalismo sfrenato". "Una tempesta chiamata giustizia". È in pieno delirio ideologico Francesca Albanese. Dopo una fase in tono minore che ha fatto seguito alla sue sciagurate parole sull'irruzione antagonista alla "Stampa", dopo l'imbarazzo sul cessate il fuoco a Gaza, dopo gli assordanti silenzi sulle proteste e la repressione in Iran, la relatrice Onu è tornata a esternare a più non posso, battendo ossessivamente sull'unico tasto che le preme: la demonizzazione ideologica di Israele, che due giorni fa ha definito "nemico dell'umanità".
"Sbagliato - ha replicato l'ambasciatore usa all'Onu Mike Waltz - l'umanità ha un "nemico comune" negli antisemiti, che etichettano l'intera nazione ebraica come "nemico comune" dell'umanità".
Ma l'uscita fuori misura di Albanese ha provocato anche lo sdegno di molti politici europei e delle istituzioni ebraiche di mezzo mondo. Eppure, evidentemente, per questa Onu in mano a regimi non democratici, va bene così. E lei va avanti. Ieri ha condiviso il video di un sit-in che in Australia protestava contro la visita del presidente israeliano. "La Palestina ha innescato qualcosa di inarrestabile - ha commentato - Una lotta globale per la giustizia globale".
Questa demonizzazione va molto oltre le idee sulla guerra o le questioni dei territori contesi di cui dovrebbe occuparsi. Non a caso, in un'intervista allo spagnolo El Diario pubblicata ieri Albanese teorizza una "resistenza" palestinese che incarna "un'idea che va contro questo ultracapitalismo sfrenato". "Abbiamo bisogno di una tempesta chiamata giustizia" dice.
La tempesta, per ora, è quella delle dichiarazioni indignate e preoccupate che ieri, per il secondo giorno sono continuate ad arrivare per le parole pronunciate al Forum di Al Jazeera, cui hanno partecipato anche un ministro iraniano e il leader di Hamas Khaled Meshaal. È solleticando un uditorio di quel tipo che Albanese ha additato Israele con le parole choc sul "nemico". "È sorprendente che l'Onu abbia mantenuto qualsiasi forma di rapporto ufficiale con Albanese - ha scritto il ministero degli Esteri israeliano - Segretario Guterres decidi se schierarti dalla parte della decenza o del terrore". In Francia, una deputata ha interpellato il ministro degli Esteri sollecitandolo a "reagire chiedendo l'immediata rimozione di Albanese dalle sue funzioni ufficiali presso l'Onu". Anche l'Anti-defamation League americana ha chiesto che Albanese venga "esonerata dal suo mandato". In Italia, il capogruppo di Fdi Lucio Malan ha fatto notare che "nessuna delle città governate dalla sinistra che le hanno (sconsideratamente) dato la cittadinanza onoraria ha provveduto a revocarla". "Quale altro premio le verrà conferito?" chiede ironico l'ambasciatore israeliano Jonathan Peled.
Per il Partito liberaldemocratico, Albanese "supera ogni limite". Lei, ineffabile, per tutta risposta ha condiviso un post contro Salvini, dicendosi convinta che "ci troviamo di fronte a una fase di cambiamento profondissimo e viscerale". Ma viscerale di solito è l'odio.