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Quando c'era Renzi i treni arrivavano tutti più in ritardo

Un autogol la campagna dell'ex premier: adesso puntuali l'82,6%, con lui l'80,2%

Quando c'era Renzi i treni arrivavano tutti più in ritardo

Quando c'era Lui (Matteo Renzi) meno treni e più ritardi. L'alibi però va concesso: l'ex rottamatore ha una formazione umanistica, diploma al liceo classico Dante di Firenze e laurea in Giurisprudenza. Con numeri, percentuali e tabelle non ha molta confidenza.

La campagna elettorale (con la scusa di incassare il 2 per 1000) di Matteo Renzi contro il governo Meloni inizia con un inciampo. È il classico autogol a freddo. Pronti, via: ecco il primo errore sui numeri. L'ex premier lancia la campagna di comunicazione di Italia Viva, tappezzando le stazioni italiane con i manifesti sui ritardi dei treni. Genialata. Conte e Schlein godono. L'euforia si spegne presto. Renzi può dare lezioni su tutto: politica estera, referendum, governi tecnici. Tranne che sui treni. La puntualità nella circolazione ferroviaria non è stato il piatto forte della stagione renziana. E lo dicono i numeri, non gli slogan elettorali. Rispetto al periodo renziano, il sistema ferroviario, sotto la gestione Meloni-Salvini (ministro dei Trasporti, nella foto), fa registrare un potenziamento della flotta ferroviaria e delle corse, con un saldo positivo del +7%. E anche i ritardi diminuiscono: più 2,4% di puntualità sull'Alta velocità, più 5,2% sulle corse regionali. Questo è il dato aggregato.

Però andando ad analizzare nel dettaglio. Tra il 2013 e 2016 (Renzi premier dal febbraio 2014), viaggiavano 7.760 treni al giorno. Oggi, dati aggiornati al mese di aprile 2026, ne viaggiano 8.300. L'incremento è netto: +7,0% di traffico con un aumento di 540 treni al giorno. L'autogol più clamoroso è sulla puntualità. Nei 1.024 giorni del governo Renzi l'80,2% dei treni era puntuale. Oggi, dato di aprile 2026, la puntualità è arrivata al 82,6%, con un miglioramento del 2,4%. Certamente non è una situazione idilliaca. Ma sempre migliore dei treni di Renzi.

La prima frottola confezionata da Italia Viva è dunque sull'alta velocità. Passando ai treni regionali le bufale diventano due. Quando al governo c'era Lui (Renzi), i treni regionali facevano registrare una puntualità dell'86,4%. Oggi il dato è nettamente migliorato con una puntualità che tocca il 91,4%. Con un incremento dei 5,2% punti percentuali. Il miglioramento del trasporto regionale è significativo, legato a investimenti su materiale rotabile e gestione. Secondo dati del ministero dei Trasporti, durante i 34 mesi del governo Renzi ci furono circa 280 scioperi nei trasporti, per una media di 8 scioperi al mese, le agitazioni sindacali riguardarono Trenitalia, Italo, trasporto regionale e Tpl locale con i sindacati scatenati e pronti a bloccare la rete a ogni occasione. Insomma, i treni durante l'era Renzi-Delrio sono stati un incubo per gli italiani. L'ex segretario del Pd poteva scegliere un altro tema per iniziare la sua campagna elettorale. Magari dal Jobs act, che i suoi alleati vogliono abolire.

Rimediata la

figuraccia sui numeri, Renzi si butta sul copione classico: "Ci vogliono censurare". Chi? Come? Quando? Ordine perentorio di Giorgia Meloni: lasciate i manifesti di Renzi nelle stazioni, è il nostro spot elettorale più efficace. Sipario.

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