C'è un filo che unisce l'ostilità verso il successo diplomatico del governo per la liberazione di Alberto Trentini e la difesa d'ufficio di chi sostiene Nicolas Maduro: è la difficoltà nel confrontarsi con la realtà quando questa non aderisce ai propri canoni ideologici.
Il cooperante è a casa ma per "Collettiva", giornale on line della Cgil, il risultato è solo merito della madre. Secondo il sindacato la donna "ha fatto ciò che questo governo detesta", ovvero "ha insistito". Al contrario, l'esecutivo tratterebbe la liberazione di Trentini "come trofeo geopolitico" orchestrato da "uomini forti che parlano a uomini forti. Trump di qua, Meloni di là". Questa ricostruzione, definita una "favola" e "pure scritta male", ignora il reale e delicato lavoro istituzionale terminato con la cattura di Maduro da parte degli Usa. La Cgil sostiene che, senza la madre, Alberto sarebbe rimasto "invisibile". Ma se il sindacato parla e alcuni professori antifascisti dichiarano che "vedere chi è rimasto fermo per mesi prendersi i meriti provoca una rabbia legittima", ci sono esponenti locali della sinistra che auspicano "che abbia capito cosa significa fare il cooperante al servizio degli Usa".
Questa tesi spiega il silenzio della sinistra antagonista sulla liberazione di Trentini affondando le radici nel sospetto che il cooperante veneto lavorasse per una Ong finanziata da Washington, come esplicitato dal sito web comunista "Contropiano", considerata "una presenza perniciosa" poiché "si sono appropriati del linguaggio e del gergo della sinistra" e "usurpano deliberatamente i simboli e le parole d'ordine progressiste per utilizzarle spregiudicatamente contro i governi non allineati".
Se la sinistra radicale tace su Trentini è invece loquace nel difendere il già professore universitario de La Sapienza Luciano Vasapollo che ha insultato un'esule cubana nella manifestazione proMad a Roma. Il sindacalista Giorgio Cremaschi, noto per le sue dichiarazioni di odio contro Israele, è intervenuto su "Contropiano" con il pezzo "A fianco dell'amico e compagno Luciano Vasapollo" in cui ci attacca per un articolo pubblicato su Il Giornale. Ci definisce "squallidi cacciatori di streghe" aggiungendo "vergognatevi e andate al diavolo, fascistelli" per poi dilungarsi in un elogio del professore sostenendo che "è uno scienziato", "un grande insegnante, ho visto personalmente come i suoi studenti seguissero le sue lezioni, come fossero preparati, attenti, rigorosi". Tante testimonianze di ex studenti dicono il contrario ma il sindacalista lo definisce "un maestro, nel senso più vero e giusto della parola". Scorrendo i commenti dell'articolo di Cremaschi compare un intervento di Bassam Saleh che scrive: "Con stima e rispetto io sto con Luciano Vasapollo, compagno internazionalista".
Saleh è stato segretario di Al Fatah in Italia e ha partecipato a eventi con Mohammad Hannoun, oggi in carcere accusato di aver finanziato Hamas.
Intanto spunta un video di una conferenza di Vasapollo di due anni fa alla Casa del Popolo di Salerno in cui inneggia alla lotta armata affermando "io non ho mai negato la mia storia, come ho fatto io e tanti compagni i movimenti di lotta, la lotta armata negli anni Settanta giusta o sbagliato non mi interessa, io sono figlio di una storia e la rivendico tutta".