Quegli strani sondaggi: i fedeli di san Norberto stracciano san Simplicio

Aggirata la legge che ne vieta la diffusione: i due fronti ribattezzati con cardinali e cavalli

Quegli strani sondaggi: i fedeli di san Norberto stracciano san Simplicio

Truie Blessée (che evoca la «scrofa ferita», copyright Beppe Grillo su Renzi) contro Assemblage Hétéroclite (che ricorda l'«accozzaglia» per il No, copyright Renzi): un testa a testa che vede il secondo tagliare il traguardo per primo in quasi tutte le gare preparatorie, che si corrano all'ippodromo di San Nicola o in quello degli Xilofoni equestri. Quanto al conclave, il voto sulla riforma del Concilio ecumenico fiorentino è previsto per il 4 dicembre, curiosamente proprio la stessa data del referendum costituzionale. Per sapere come andrà, ecco che l'esperto Pio Poli interpella cento cardinali sul voto, concludendone che, al momento, 55 su cento sceglierebbero San Norberto, e solo 45 San Simplicio. Ci sono poi anche i dati sullo scontro interno al mercato dell'automobile, dove la Renzault sostiene la New board, mentre Bugrilli, Demarcedes, Civaniti e Silfiat sono per l'Original board. Qui ci sono le previsioni di Nickcar, secondo cui il supporto per Renzault si ferma al 45%, contro il 55% degli altri produttori che dicono «no» alla New board, ma anche quelle elaborate da Ixcar, che ritiene invece più ristretta la forbice tra il «Sì» (47,5%) e il «No» (52,5%) alla delibera.

Al di là di cavalli, cardinali e automobili, queste previsioni e questi risultati hanno tutta l'aria di sondaggi «clandestini» riferiti al referendum costituzionale, anche se - come è noto - dal 18 novembre scorso l'Agcom ha stoppato Piepoli, Ixé e compagnia dal «rendere pubblici o comunque diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito del referendum o comunque relativi al quesito referendario». Insomma, silenzio obbligatorio per gli istituti dei sondaggi, per i media e per i comitati del Sì e del No che li commissionavano. Ma se i poll sono in odore di clandestinità, se il nome degli istituti è mascherato, se persino l'oggetto delle previsioni diventa una corsa di cavalli o un conclave e non la chiamata alle urne, l'ostacolo del silenzio pre-referendario, bene o male, è aggirato.

A inventarsi il «gioco», nel 2013, furono Andrea Mancia e Simone Bressan, giornalisti e contitolari del blog RightNation, ancora oggi in prima fila nel fornire aggiornatissimi risultati delle varie corse clandestine, provenienti da diversi «esperti» di ippica. L'idea piacque, tanto che molti partiti cominciarono a seguire le indicazioni degli «allibratori» col medesimo interesse dei sondaggi, e soprattutto ad accreditarle di un livello di attendibilità almeno pari. Il profilo Twitter di Fare per fermare il declino, per dirne una, prima delle ultime politiche, nel 2013, seguiva con attenzione massima e cinguettava regolarmente i risultati nelle varie corse e ippodromi di Non au declin, purosangue della scuderia di Petit Jean.

Ma l'attendibilità dei sondaggi in maschera potrebbe, in realtà, essere persino superiore a quelli ufficiali. Perché queste gare clandestine di cavalli o queste sfide tra papabili al conclave hanno un vantaggio non di poco conto rispetto ai sondaggi per le elezioni o a quelli per il referendum «regolari». Secondo molti sarebbero in fin dei conti più credibili e affidabili, proprio perché effettuati senza un committente di parte al quale addolcire la pillola. I risultati sarebbero insomma non contaminati dal tifo, né della scuderia del fantino toscano, Fan Faròn, né da quella del genovese Igor Brick, ma basati solo su quanto visto dagli spettatori - altresì detti campione, di solito intervistato sul web - presenti all'ippodromo. La verità è che non sono sondaggi ma storie, dove ognuno può specchiarsi per cercare di capire come andrà a finire. Non si accettano scommesse, ma la posta in gioco è altissima.

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