Letta è un disco rotto: riunisce i suoi per attaccare il Cav

La direzione nazionale del Pd non comporta sostanziali novità sul Colle: l'unica costante di Letta è l'attacco a Berlusconi

Letta è un disco rotto: riunisce i suoi per attaccare il Cav

La linea del Partito Democratico sul Quirinale assomiglia ad un disco rotto: il segretario Enrico Letta, riunendo i suoi nella direzione nazionale di questa mattina, si è soffermato più che altro sulle motivazioni che, stando al suo punto di vista, impedirebbero al centrodestra di fare da king maker per l'elezione del prossimo capo di Stato.

Così facendo, il vertice del Nazareno continua per la sua strada che è fatta di veti e di negazione della realtà numerica. Dopo aver proposto d'intitolare la sala della direzione all'ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli che è deceduto qualche giorno fa, il segretario Dem ha fatto melina sul nome che il Pd porterà sul tavolo per il futuro del Colle: "Il Pd deve proporre un nome di un candidato al Colle? Mettere in campo nomi oggi vuole dire bruciare nomi che possono essere oggetto di veti, noi abbiamo intenzione di muoverci in una direzione costruttiva", ha fatto presente.

Diviene molto probabile, dunque, che i Dem votino scheda bianca almeno sino alla terza chiama. Oppure - questa è un'altra ipotesi presente sul tavolo - è possibile che per i primi giri di boa il centrosinistra voti una figura di bandiera. L'ex presidente del Consiglio - come ripercorso pure dall'Agi - ha parlato della necessità di "proteggere" Mario Draghi e la sua figura, sottolineando pure l'importanza di dare vita ad un patto che consenta alla legislatura di continuare, perché il Paese - ha fatto presente il capo del Pd - non è nella condizione di potersi consentire il lusso delle urne anticipate. Al netto dei tatticismi, però, Enrico Letta ha rivelato la sterilità della sua posizione, quando ha iniziato a ragionare del centrodestra, evitando scientificamente la statistica numerica.

"L'idea che nel nostro Paese il centrodestra candidi Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica, nel 2022, è una notizia che rende più visibile l'elezione del Quirinale in tutto il mondo, ha esordito sul tema, forse tentando (e non riuscendo) in un numero ironico. Poi la presunzione sul fatto che il centrodestra non abbia un "diritto di precedenza" per l'espressione del prossimo presidente della Repubblica. La coalizione composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Coraggio Italia ha tuttavia la maggioranza relativa in Parlamento, in vista dell'appuntamento che vedrà le Camere ed i grandi elettori riunirsi in maniera congiunta. E questo è un dettaglio che Letta continua a rifiutare quasi come non esistesse.

Il segretario del Pd, nei giorni scorsi, aveva persino ventilato l'Aventino: buona parte dei parlamentari Dem, però, non interpretano positivamente l'uscita dall'Aula. Proponendo quello stratagemma, a ben vedere, l'ex presidente del Consiglio ha indirettamenta fatto capire di non fidarsi poi molto dei "suoi". Gli stessi che oggi Letta riunisce, senza comunicare sostanziali novità sul Quirinale, più che altro per continuare la sua personale battaglia contro l'eventuale candidatura di Silvio Berlusconi da parte del centrodestra tutto.

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