Quote immigrati, l'Ue cerca di mediare: "I criteri sono negoziabili"

Francia e Spagna hanno subito alzato i paletti di fronte alla Commissione Ue, che precisa: "C'è spazio per discutere i criteri sulle quote"

Quote immigrati, l'Ue cerca di mediare: "I criteri sono negoziabili"

L'Europa continua a discutere e a litigare sulle quote dei migranti da distribuire tra i Paesi per affrontare il massiccio afflusso proveniente soprattutto dall'Africa e dal Medio Oriente. La Commissione Ue ha individuato dei criteri per la distribuzione: per il 40% in base alla popolazione, per il 40% al Pil, per il 10% al tasso di disoccupazione e per il restante 10% agli sforzi già compiuti. In percentuale la Germania dovrebbe accogliere il 18,4% di migranti, la Francia il 14,17%, l'Italia l'11,84%, la Spagna il 9,1%, a seguire tutti gli altri, fino alla Grecia con una quota dell'1,90%. Alcuni paesi non vogliono saperne di partecipare: tra questi Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca. Ma non tutto fila liscio. Qualcuno si è già messo di traverso, come Francia e Spagna, che hanno detto no all'ipotesi di quote predefinite.

Gli Stati litigano sui criteri proposti dalla Commissione e soprattutto sulle ripercussioni che l'accoglienza di migranti, più o meno massiccia, può avere a livello elettorale. Perché prima o poi ogni governo in carica deve fare conto con le elezioni. La decisione finale dovrà essere presa a giugno. L'Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, ha ricordato che "l'accordo va trovato nella riunione dei ministri degli Interni". Ma è scontato che sarà battaglia, con ciascun paese che cercherà di far valere le proprie ragioni.

La Commissione europea, intanto, apre alla discussione sui criteri alla base del sistema di quote: "C’è la possibilità di discutere i criteri", ha spiegato Natasha Bertaud, portavoce dell’esecutivo Ue con delega agli Affari interni dopo le critiche mosse da alcuni Stati. "Ci sono ancora molti dettagli da definire dalla prima proposta della scorsa settimana" presentata dalla Commissione e, ha aggiunto, in ogni caso la decisione definitiva spetta al Consiglio Ue. Poi puntualizza che la Commissione europea "può contare sul sostegno della Francia alla proposta di un sistema obbligatorio di distribuzione ma limitato nel tempo e in condizioni di emergenza e solo per i richiedenti asilo".

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