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Le quote rosa secondo Raggi e Appendino: "Un recinto per panda"

La sindaca di Roma e quella di Torino sembrano essere d'accordo sulla presenza femminile all'interno degli organi rappresentativi: "Il modello ideale a cui tendere è quello senza quote rosa"

Le quote rosa secondo Raggi e Appendino: "Un recinto per panda"

L'ultimo incontro tra Virginia Raggi e Chiara Appendino è avvenuto poche settimane fa quando la sindaca di Torino si è recata a Roma per una visita di cortesia.

Ma, anche a distanza, le due esponenti del Movimento 5 Stelle sembrano avere molte idee in comune. Nel caso specifico si tratta delle quote rosa, ovvero l'insieme di norme volte a tutelare la parità di genere all'interno degli organi rappresentativi, ma non solo.

"Una sorta di recinto per panda in cui si è voluta circoscrivere la presenza femminile", le ha definite la Raggi, invitata ad aprire il convegno organizzato dal Women’s international networking a Roma. Da Torino interviene poco più tardi Appendino: "Il modello ideale a cui tendere è quello senza quote rosa". Per arrivare a un’uguaglianza nelle posizioni di vertice, la sindaca torinese suggerisce piuttosto "un nuovo welfare che aiuti le donne sul posto di lavoro". Quello che intende la sindaca Appendino è più assistenza, orari di lavoro flessibili e asili nido. Il sostegno alla Raggi arriva anche qui dal convegno Women, we can che si è tenuto nel comune di Torino alla presenza di Jessica Ground, politologa statunitense che è stata direttrice della campagna elettorale Women Ready for Hillary, a favore della candidata democratica. Una occasione per ricordare che le leader nazionali nel mondo sono soltanto 22, su oltre 200 Paesi, e che la rappresentanza media delle donne nei parlamenti è di appena il 22,8%.

Soltanto pochi mesi fa, a giugno, la questione quote rosa sembrava essere la giustificazione per cui Andrea Lo Cicero, rugbista, non sarebbe diventato assessore allo sport della giunta Raggi. In realtà il cambio di rotta sembra sia stato dovuto a delle frasi razziste espresse dal l'ex pilone della nazionale italiana di rugby.

Anche Chiara Appendino aveva idee diverse. Nel 2011, ai tempi in cui era solo consigliera a palazzo Civico, scriveva: "Penso che, per come sia strutturata la società italiana, forse non ci sia altro rimedio veloce per aumentare la partecipazione femminile se non quello più drastico in assoluto, che individuo appunto nell’imposizione della parità di genere".

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