Quel piano della Raggi che fa tremare Conte

Virginia Raggi pone le basi per la costruzione di qualcosa di diverso dal MoVimento 5 Stelle targato Conte. La riunione a Roma che apre scenari

Quel piano della Raggi che fa tremare Conte

Continuano a rincorrersi le voci che danno Virginia Raggi e l'universo politico che contorna l'ex sindaco di Roma in continuo movimento. La domanda è sempre la stessa: la pentastellata è disposta a provocare o ad assecondare una scissione dal resto del MoVimento 5 Stelle? Per ora la risposta rimane in sospeso. Sarà il tempo a fornire tutti gli elementi del caso. Di sicuro, il fatto che l'ex primo cittadino abbia riunito i suoi rappresenta un ulteriore segnale. L'ennesima prova di un distinguo profondo rispetto al contismo e dunque all'alleanza organica con il Partito Democratico ed alla costruzione di un cosiddetto "Ulivo 2.0".

Il piano passa giocoforza per l'edificazione di una corrente, così come abbiamo raccontato dalle pagine de IlGiornale.it in questo periodo. E l'incontro organizzato in questi giorni può edificare le basi. Il traguardo iniziale può essere l'elezione alla Camera dei deputati con le politiche del 2023. Ma questa sarebbe una strategia attendista, con l'anno e mezzo che separerebbe Virginia Raggi dall'ingresso nel palcoscenico della politica nazionale. Un'altra ipotesi, invece, prevede una rottura in breve tempo, cioè subito dopo il secondo turno delle amministrative, un appuntamento in cui la grillina delle origini, per così dire, eviterà di fornire il suo supporto elettorale a Roberto Gualtieri per il Campidoglio.

Da qualche ora a questa parte, come svelato pure dall'Agi, si parla di un vero e proprio summit convocato dall'esponente pentastellata dopo la sconfitta subita, che sta provocando ulteriore confusione all'interno del contesto del MoVimento 5 Stelle. In casa Raggi si guarda al grillismo delle origini ed alle "piazze del vaffa", ma pure al civismo. Se non altro per via dell'apporto fornito dalle liste civiche nel risultato romano. Un consenso complessivo del 7% - come ricorda sempre la fonte sopracitata riferendosi alle civiche - che costituisce un patrimonio politico che l'ex sindaco di Roma vorrebbe evitare di disperdere.

Intanto uno dei diretti interessati di questa fase ha detto la sua sulla posizione presa dall'ex inquilina del Campidoglio: "La Raggi - ha fatto presente Roberto Gualtieri - dice di voler rimanere neutrale, non è una posizione contro. Ringrazio Conte e gli esponenti del M5s che hanno espresso stima nei miei confronti - ha aggiunto il candidato sindaco del centrosinistra - , poi decideranno i romani. Sono fiducioso ma anche rispettoso. Il ballottaggio non è la prima scelta ma una scelta tra due". Dalle parti del Nazareno, insomma, filtra ottimismo al netto dell'atteggiamento della Raggi, che alle amministrative si è comunque esibita in un flop, essendo peraltro uscente.

Poi c'è il gioco di sponda, con il tour di Alessandro Di Battista ormai destinato a partire. L'ex parlamentare sembra guardare nella stessa direzione della Raggi, ma in maniera ancora meno organica. Il fatto che entrambi siano romani, poi, può fornire assist al dialogo tra due politici simbolo della nascita del MoVimento 5 Stelle come partito di protesta. Nell'intervista rilasciata a IlGiornale.it, il politologo Panarari ha parlato di una tattica che potrebbe portare al recupero delle "parole d'ordine" di qualche anno fa.

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