Rapine violente, arrestati due rapper: nelle canzoni si vantavano delle bravate

Sono "Baby Gang" e "Neima Ezza", di origini marocchine: 4 i colpi

Rapine violente, arrestati due rapper: nelle canzoni si vantavano delle bravate

Milano. Il Mercedes nero esibito come un trofeo, gli atteggiamenti autoreferenziali di chi da un pezzo ha perso il contatto con la realtà, la faccia di bronzo e l'aria ostentata da balordi. Decisamente il basso profilo non è mai stata la cifra dei rapper, ma sono ben altro che artisti i ventenni arrestati mercoledì sera con l'accusa di rapina aggravata in concorso dagli agenti dell'Upgs (l'Ufficio prevenzione generale e pubblico soccorso) della questura di Milano guidati dal dirigente Giuseppe Schettino e dai carabinieri della compagnia di Pioltello agli ordini del capitano Francesco Berloni. Si tratta di Zaccaria Mouhub, in arte Baby Gang e Amine Er Zaaraoui, in arte Neima Ezza, entrambi di origine marocchina, ma nati in Italia nel 2001, fermati insieme al 19enne Samy Free (Samy Samuel Matthew Dhahri), nome emergente del panorama hip hop sotto la Madonnina.

Le rapine sono tre distinti episodi, colpi messi a segno tra il 22 e il 23 maggio 2021 tra le Colonne di San Lorenzo, piazza Vetra a e la zona del Ticinese, tipiche aree della movida milanese. Giovani e isolate le vittime, avvicinate con una scusa qualunque, a volte immobilizzate, colpite con pugni al petto e schiaffi, quindi scippate delle collanine. Nel terzo agguato, la vittima avrebbe riconosciuto anche la presenza di Baby Gang, senza però attribuirgli un ruolo preciso. Le vittime 21enni dell'ultima rapina contestata, commessa la sera del 12 luglio accanto al campo sportivo di Vignate (una ventina di chilometri da Milano), invece Baby Gang lo hanno riconosciuto subito.

Nel ciclone delle polemiche (ma è da Capodanno che non gliene va bene una) è finito ancora una volta Beppe Sala, il sindaco di Milano. Nell'aprile scorso, infatti, il primo cittadino aveva incontrato a Palazzo Marino i due rapper di San Siro Sacky e Rondo da Sosa, proprio a ridosso delle riprese del video di Neima Ezza, quando nel quartiere si era generato un assembramento di circa trecento ragazzi, con sassaiola alle camionette della polizia e, in risposta, il lancio di un lacrimogeno. Sempre nella zona a ovest di Milano quindi la questura aveva perquisito le abitazioni dei più «scatenati», nonché di tre rapper, tra i quali c'erano anche Baby Gang e Neima Ezaa.

Tre fogli di via alle spalle (da Milano, Riccione e Lecco) Baby Gang - mentre i due «colleghi», accusati di due rapine a testa, sono ai domiciliari - mercoledì sera è stato l'unico a finire in cella, a San Vittore. Un epilogo desolante, ma quasi cercato dal rapper con una certa determinazione visto che è da un pezzo che il ragazzo lega musica rap e illegalità in un connubio che ormai sembra dare per scontato. Basta dare un'occhiata al video postato sui social il 28 maggio scorso e visualizzato da 7 milioni e mezzo di persone. Parliamo del pezzo «Rapina» che Baby Gang canta appunto con Neima Ezza e che, tratto da «una storia vera» (che più di così non si può) fa lo slalom tra mitra, passamontagna e rime come «la rivolta di via Zamagna». Nel ritratto che fa di lui il gip Manuela Scudieri nell'ordinanza, il 21enne è «un soggetto restio al rispetto delle regole e dal quale non può pertanto attendersi allo stato una spontanea adesione alle prescrizioni». A differenza di Samy Free, che ha precedenti e un affidamento in prova dal giugno scorso e dell'incensurato Neima Ezza.

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