A Ravanusa vittime già dimenticate. Una colletta popolare per i danni

In attesa dei fondi regionali, rimpallo di competenze fra le istituzioni. Intanto per i risarcimenti passeranno anni

A Ravanusa vittime già dimenticate. Una colletta popolare per i danni

Aiutati che Dio ti aiuta. E così a Ravanusa oltre all'immenso danno, visto il bilancio nero di 10 morti, tra cui un bimbo che oggi avrebbe appena un giorno di vita, e di un centinaio di sfollati per via dei danneggiamenti alle abitazioni, si aggiunge la beffa, altrettanto grossa, dell'impossibilità, almeno momentanea, della Regione siciliana di sopperire alle spese della ricostruzione.

Sabato scorso una fuga di gas ha raso al suolo tre palazzi, causando morte e distruzione. Lutti e danni.

Ma ora, sui danni, le istituzioni giocano a fare lo scarica barile.

La cassa piange e il popolo dovrà rimboccarsi le maniche. Si spera nella generosità degli italiani, che potranno effettuare una donazione sul conto corrente bancario attivato dalla Protezione civile siciliana il cui Iban è: IT 18 B 02008 04625 000105458608.

I sindaci (quello di Ravanusa e quelli dei Comuni che hanno subito gravi danni per il maltempo) si arrangino come possono almeno fin quando a palazzo d'Orleans non si sbloccherà l'accordo che porterà nelle casse 66 milioni di euro di fondi straordinari per la Sicilia. E campa cavallo.

Anche le parrocchie di Ravanusa hanno organizzato una raccolta fondi.

Intanto prosegue l'inchiesta della procura di Agrigento per omicidio plurimo e disastro colposi, volta a individuare le cause della perdita di gas che si è accumulato nel sottosuolo facendo saltare per aria sabato scorso una palazzina, e a determinare i responsabili della strage.

Per questo l'autorità giudiziaria è tornata sul luogo della tragedia, nel quartiere Dominici, dove si lavora per eliminare le macerie e consentire la verifica della conduttura del metano.

«La priorità sarà comprendere la causa dell'innesco dice un inquirente individuare la probabile perdita di gas e, a catena, stabilire se si sarebbe potuto intervenire prima per evitare la tragedia».

Il superperito nominato dalla procura è l'ing. Antonio Barcellona, professore dell'Università di Palermo, che coordina il pool di consulenti tecnici tra cui il Nucleo dei vigili del fuoco di Palermo.

«L'esplosione ha creato una distruzione anomala», ha osservato il perito dinanzi al maxi cratere che si è venuto a formare.

L'area sequestrata, di 10mila metri quadrati, è stata fotografata e ripresa attentamente, e sarà anche scandagliata con uno scanner sofisticato dei vigili del fuoco fatto arrivare da Roma, al fine di potere ricostruire la dinamica dell'esplosione.

Già un anno fa alcuni residenti della zona interessata dalla deflagrazione di sabato furono evacuati dalle loro case per consentire ai tecnici di Italgas di effettuare lavori di riparazione in quanto c'erano delle perdite di metano che venivano avvertite proprio com'è stato nei giorni scorsi. Lo hanno raccontato alcuni sfollati e Rosa, una delle due uniche superstiti.

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