Razzismo radical chic: non si affitta a leghisti

Consigliere del Carroccio non trova casa: molti proprietari non vogliono «i fascisti»

Razzismo radical chic: non si affitta a leghisti

Milano - «Non si affitta ai razzisti». Ma non si affitta neanche «a chi pensa che la famiglia sia solo quella tradizionale» o a chi «crede che Salvini sia una persona degna di rispetto». Scene di ordinaria intolleranza. E nella civilissima Milano, a restare senza casa dovrebbero essere gli elettori leghisti.

Visti i sondaggi degli ultimi giorni, molti appartamenti rischieranno di restare sfitti. Non li ha presi certo Giulio Manca, consigliere leghista di Zona 8 che - cercando un appartamento, anche in rete - negli ultimi mesi ne ha visti diversi, di annunci di questo tenore. «Cercando - racconta - ho notato più volte che alcune persone, presumo della sinistra milanese, specificano che non sono graditi inquilini che siano vicini alla Lega o che la pensano diversamente da loro. Si tratta dell'ennesima conferma del fatto che, nonostante le accuse che ci rivolgono, sono loro non democratici, sono loro a non accettare persone con idee diverse». «Credo che sia una forma di razzismo di una parte della sinistra» riflette il consigliere, che non ha alcun dubbio: «Questo clima non dipende da noi, assolutamente, ma dall'intolleranza di un pezzo di sinistra. Nel 2019 è triste che accadano cose simili».

Per alcuni milanesi, proprietari di casa, i simpatizzanti leghisti sono alla stregua dei peggiori individui, come dimostra chi avverte di non volere «accumulatori di sporcizia, tossici all'ultimo stadio» e «razzisti/leghisti». «È assurdo - commenta il leghista Francesco Giani - ci sono persone che rifiutano di avere in casa qualcuno solo per un'idea o per un orientamento. Non pensavo che si potesse assistere a una cosa simile nella Milano del 2019. E se pensiamo alle scritte contro Salvini o agli attacchi alle sedi della Lega devo dire che siamo in un periodo non facile. Evidentemente diamo fastidio a qualcuno, ma in democrazia la risposta non può essere questa. Le idee si contrastano con le idee, non con l'odio. Purtroppo questo clima è alimentato da una parte dei mezzi di comunicazione e da pseudointellettuali, ma non fa bene al Paese e al sistema democratico, che noi abbiamo sempre rispettato».

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