Referendum, Renzi si incolla alla poltrona: "Se perdo, niente governi tecnici"

Renzi sfida Berlusconi e Grillo: "Facciamo un confronto in tv". Ma mette in chiaro che in caso di sconfitta al referendum non andrà a casa

Referendum, Renzi si incolla alla poltrona: "Se perdo, niente governi tecnici"

"Il 5 dicembre non ci sarà l'invasione delle cavallette se al referendum dovesse vincere il No, ma rimarrà tutto come adesso". Dai microfoni di Rtl 102.5 Matteo Renzi torna a lanciare le ragioni del Sì al referendum. "Gli italiani non si facciano fregare dai partiti. Gli elettori leggano il quesito e poi votino secondo coscienza". I somndaggi lo danno già sconfitto. E lui tenta il tutto per tutto pur di evitare il flop. Sulle riforme costituzionali, fatte approvare al parlmento a suon di fiducie, si è giocato la faccia. Ma gli italiani non sono con lui. "Io non sono disponibile a stare dentro i giochini della vecchia politica - mette in chiaro - o si cambia o non servo io".

Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a promuovere o ad affossare il ddl Boschi. Aldilà degli slogan, Renzi ha già messo in chiaro che in caso di sconfitta non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro e lasciare Palazzo Chigi. Resterà, insomma, ben ancorato alla poltrona. Di sicuro, la sua posizione sarà ben ridimensionata. Sono lontani i tempi delle europee quando, fonte del 40,2% dei consensi, il premier faceva il bello e il cattivo tempo. Adesso è un'altra stagione (politica). "Mi piacerebbe fare un confronto civile con Silvio Berlusconi e con Beppe Grillo - dice dai microfoni di Rtl 102.5 - scelgano loro dove, sono i capi dei due partiti principali. In tv o in radio". Poi replica al Cavaliere, che ieri lo aveva definito "l'unico vero leader in politica": "Con il rispetto che si deve a Berlusconi, una volta mi definisce un pericoloso dittatore o quasi, una volta un leader. L'importante è che c'è una riforma della Costituzione che chi in passato ha votato per Berlusconi non può non votare".

Le parole di Renzi nascondono, però, tutti i suoi timori. Perché qualunque sondaggio venga pubblicato, il responso è sempre lo stesso. Il No è nettamente avanti. Ed è per questo che in qualsiasi incontro pubblico il premier ripete che il governo andrà avanti anche in caso di sconfitta. Io non posso essere quello che si mette d'accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo", mette in chiaro accantonando così qualsiasi ipotesi di governo tecnico e confermando che "sia che vinca il Sì sia che vinca il No la legge elettorale verrà cambiata" comunque.

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