Il referendum sbarca in Africa: il fronte del "sì" arruola i masai

Il Kenya si schiera a favore di Renzi. Aperto un comitato per il Sì. E sccendono in campo pure i masai

Il referendum sbarca in Africa: il fronte del "sì" arruola i masai

L'Africa, il sogno di Walter Veltroni, contagia il fronte del "sì". In vista del referendum del 4 dicembre sulle riforme costituzionali Matteo Renzi "arruola" persino i masai. È, infatti, nato il comitato "Kenya per il sì" che farà campagna elettorale a difesa del ddl Boschi nello Stato africano. "Ci confronteremo volentieri con chi la pensa diversamente - promette il coordinatore Pasquale Tiritò - ne avremo l'occasione presto".

"Basta un sì", recita così lo slogan coniato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ed esportato in Kenya dal comitato che fa il tifo per Renzi e la sua riforma della Costituzione. A difendere il comitato ci sono quattro masai. Li hanno schierato all'Oasis Mall di Malindi, dove campeggia il cartellone del fronte del sì, e li hanno già ribattezzati i "guardiani del sì". L'iniziativa è alquanto bizzarra, ma sta già facendo il giro di Facebook dove Tiritò ha anche aperto una pagina per sponsorizzare le iniziative del comitato "Kenya per il Sì".

Tiritò è un imprenditore alberghiero.

Nelle ultime settimane, come racconta anche l'Huffington Post, ha convinto la popolazione locale a posare davanti al manifesto a favore delle riforme costituzionali. In giro per il mondo sono stati fondati almeno quaranta comitati "Basta un Sì". Il fronte del "no", invece, ne ha aperti una trentina.

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