Regionali: Zingaretti chiede una mano a Oliverio, la Procura vuole processarlo

L'ufficio di Gratteri invoca il processo per peculato a carico del governatore della Calabria. Che avrebbe usato in modo irregolare alcuni fondi pubblici. Il segretario del Pd ieri ha chiesto al presidente calabrese di unirsi al centrosinistra alle elezioni del 26 gennaio

Ieri Zingaretti ha chiesto una mano a Oliverio per battere “la peggiore destra emersa in Italia dopo il ventennio fascista”. Oggi, invece, la Procura di Catanzaro ha chiesto qualcos'altro, ovvero il processo a carico di quello stesso governatore che il segretario del Pd vorrebbe di nuovo nella sua coalizione.

L'ufficio diretto da Nicola Gratteri ha infatti invocato il rinvio a giudizio di Oliverio, accusato di peculato nell'ambito dell'inchiesta in merito a presunte irregolarità nell'utilizzo di fondi pubblici, formalmente usati per promuovere l'immagine della Calabria al Festival dei due mondi di Spoleto.

Il processo è stato chiesto anche per Mauro Luchetti, legale rappresentante della "Hdrà", società di comunicazione che gestisce il format giornalistico di Paolo Mieli e che aveva organizzato il talk show al quale prese parte Oliverio nel luglio del 2018. Stessa richiesta anche per l'ex parlamentare del Pd Ferdinando Aiello. L'udienza dal gup è stata fissata per il 25 febbraio 2020.

I nuovi sviluppi dell'inchiesta arrivano proprio nel momento in cui tra Oliverio e la segreteria del Pd è ripreso un dialogo in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio.

Zingaretti non ha voluto ricandidare il governatore uscente, preferendogli l'imprenditore del tonno Pippo Callipo. Oliverio sembrava pronto a correre da solo, fino all'appello di ieri del segretario dem, che ha riaperto una trattativa che sembrava finita su un binario morto.

“Attribuisco grande importanza al risultato della Calabria. La divisione del centrodestra apre uno scenario nuovo, mettendoci nelle condizioni di poter competere e vincere con Callipo, una sfida che poche settimane fa sembrava impossibile", ha detto Zingaretti, che – dopo aver confermato “stima politica e personale” a Oliverio – gli ha chiesto di “sostenere questo percorso di cambiamento e rinnovamento, anche al fine di non disperdere il lavoro svolto in questi anni”.

Un appello rispetto al quale il presidente calabrese ha detto di non essere indifferente. E infatti la sua coalizione sta valutando il da farsi proprio in queste ore. L'ipotesi condivisa da tutti gli addetti ai lavori è che la trattativa si concluderà con una resa di Oliverio, che però al Pd detterà condizioni precise, tra cui la candidatura dei suoi fedelissimi e forse anche la sua, stavolta nelle vesti di aspirante consigliere regionale.

Il probabile passo indietro del governatore è dovuto a più fattori, uno dei quali potrebbe essere legato agli effetti della mega inchiesta giudiziaria – condotta dalla Dda di Gratteri – che pochi giorni fa ha determinato più di 330 arresti in tutta Italia.

Nell'indagine sono rimasti coinvolti anche due tra i principali sostenitori della ricandidatura di Oliverio: l'ex vicepresidente della giunta regionale Nicola Adamo (divieto di dimora in Calabria) e il segretario regionale del Psi Luigi Incarnato (ai domiciliari).

A parte i guai giudiziari dei suoi luogotenenti, il presidente della Regione ha diverse altre grane personali da affrontare: è infatti imputato per associazione a delinquere e corruzione nell'ambito dell'inchiesta 'Passepartout', che ha fatto luce su possibili irregolarità in alcuni appalti pubblici, tra cui quelli relativi all'ospedale e alla metro leggera di Cosenza.

Oliverio è anche imputato per abuso d'ufficio e corruzione in 'Lande desolate', indagine su presunte anomalie nella realizzazione di altre tre opere pubbliche, due delle quali incompiute: piazza Bilotti a Cosenza, l'ovovia di Lorica e l'aviosuperficie di Scalea.

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Commenti

cgf

Lun, 23/12/2019 - 20:11

io sono ancora curioso di conoscere chi pagò il viaggio in sudamerica a Oliverio, solo per curiosità

Renadan

Lun, 23/12/2019 - 20:40

Io sto con Salvini