Regioni in pressing. "Stop quarantena ai vaccinati 3 volte". Ma il Cts fa muro, possibili i 5 giorni

L'azzeramento della quarantena per il ministero della Salute è escluso. Troppo rischioso secondo i tecnici e gli esperti

Regioni in pressing. "Stop quarantena ai vaccinati 3 volte". Ma il Cts fa muro, possibili i 5 giorni

L'azzeramento della quarantena per il ministero della Salute è escluso. Troppo rischioso secondo i tecnici e gli esperti che dovrebbero dare il via libera invece ad una riduzione a 5 giorni dai 7 attuali per chi ha ricevuto tre dosi di vaccino. Difficile che si scenda a soli 3 giorni. Dalle Regioni si è fatto sempre più insistente il pressing affinché il governo intervenga per cancellare o almeno ridurre i giorni di isolamento imposti a chi ha avuto contatto con un positivo sia per chi ha ricevuto tre dosi sia per chi ha ricevuto la seconda dose da meno di 4 mesi, in questo secondo caso a 5 giorni. È lo stesso Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli-Venezia Giulia a confermare che la richiesta è quella, «di ridurre, se non azzerare, la quarantena per i vaccinati a ciclo completo e di impegnare il personale ora destinato al tracciamento non più gestibile al potenziamento della campagna vaccinale». Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, invece chiede il «lockdown per i non vaccinati».

Questa mattina è previsto un vertice tra governatori prima della riunione del Comitato tecnico scientifico fissata per le 11. I tecnici troveranno sul tavolo la richiesta delle Regioni già presentata al ministero della Salute. Il sistema di tracciamento dei contagi da coronavirus è saltato a causa dell'incremento dei contagi dunque, insistono i governatori «è necessario l'azzeramento della quarantena per le persone che hanno fatto le tre dosi di vaccino». Altrimenti si rischia la paralisi del Paese. Le Regioni vorrebbero anche che per i positivi l'isolamento si interrompesse senza tampone negativo dopo 10 giorni se asintomatici da almeno tre. Oggi gli asintomatici positivi dopo 10 giorni di isolamento possono interrompere la quarantena solo con test molecolare negativo.

La parola definitiva la darà il Consiglio dei ministri convocato per oggi, come conferma il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. «Perfezioneremo ancora gli interventi contro il Covid», dice Brunetta. Sul tavolo del Cdm infatti ci sarà anche l'ipotesi dell'obbligo per i dipendenti della Pa a contatto con il pubblico.

Fabio Ciciliano, membro Cts, pur riconoscendo che esiste il rischio che il Paese si fermi allo stesso tempo osserva che non si può ignorare il fatto che «riducendo la quarantena per i contatti stretti dei positivi si manderebbero in giro persone che potenzialmente possono infettarne altre, compresi i non vaccinati» con un effetto di rimbalzo sulle ospedalizzazioni. Ciciliano si dice perplesso anche davanti all' ipotesi di un lockdown per i non vaccinati che «alleggerirebbe senza dubbio gli ospedali» ma, aggiunge «la soluzione migliore resta senza dubbio l'obbligo vaccinale».

La soluzione alternativa per evitare che milioni di persone finiscano in isolamento potrebbe allora essere quella di rivedere il concetto di «contatto stretto» che appunto impone anche a chi è vaccinato ed ha un test negativo un isolamento di 7 giorni che salgono a 10 nel caso non si sia vaccinati. Con le attuali regole è considerato contatto stretto chi vive nella stessa casa di un positivo ma anche chi ha avuto un contatto fisico come una semplice stretta di mano. O anche chi ha avuto un contatto diretto a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti Infine chi ha viaggiato seduto in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto vicino ad un positivo. Insomma con Omicron che dilaga si rischiano milioni di persone in isolamento nel giro di un paio di settimane.

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