La resa di Conte a Juncker Il deficit-trofeo da 2,4 a 2,04

Il governo non è più sul balcone: «Non rinunciamo a reddito e quota 100». Ma devono tagliare 8 miliardi

La resa di Conte a Juncker Il deficit-trofeo da 2,4 a 2,04

In Europa con una proposta difficile da respingere al mittente. Soprattutto a un giorno dall'annuncio che la Francia sforerà il tetto del 3 per cento.

Ieri il governo italiano ha portato in dote alla Commissione europea la riscrittura della principale cifra contenuta nel Documento programmatico di bilancio che era stato respinto da Bruxelles. Al posto del deficit al 2,4%, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria hanno proposto al presidente della Comissione Jean Claude Juncker e al commissario Pierre Moscovici il 2,04%.

Lo spostamento del «quattro» dai decimi al centesimi, l'abbandono di quella percentale che il vicepremier Di Maio festeggiò dal balcone di Palazzo Chigi, comporta un risparmio di poco più di 8 miliardi rispetto alla prima versione della legge di Bilancio (la correzione reale sarebbe dello 0,44% considerando le stime accettate dalla Commissione).

Sono il risultato di risparmi rispetto al progetto originale di Quota 100 che, come anticipato nei giorni scorsi, costerà 4,7 miliardi e non 6,7, come indicato nella legge di Bilancio. Frutto di un compromesso nella maggioranza che consiste nel limitare la durata della riforma delle pensioni a tre anni. La possibilità di uscire con i nuovi criteri (62 anni di età e 38 di contributi) sarà concessa solo a chi ha maturato i requisiti tra il 2019 e il 2021. Resta anche il meccanismo delle finestre, che comporterà un ritardo del pensionamento da tre a sei mesi.

Risparmio simile per il reddito di Cittadinanza. Entrambe le misure sono confermate «nei tempi previsti», ha assicurato il premier Conte al termine dell'incontro. Il resto è affidato a tagli della spesa.

È in sostanza passata la soglia fissata dal ministro dell'Economia Tria. Per la Commissione europea diventa difficile respingere l'offerta di Roma. L'esecutivo Ue ha giudicato positivamente l'incontro e ha parlato di «buoni progressi».

Il confronto comunque continuerà. Intanto Juncker deve valutare l'impatto delle singole misure e verificare le stime fornite dal governo italiano. L'esito non è scontato. Da verificare l'effetto sul deficit strutturale, quello depurato dagli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum. Il premier ha assicurato che calerà, ma la misura proposta da Roma potrebbe non bastare. Bruxelles pretende che non sia messo in discussione l'avvicinamento all'obiettivo di medio termine, quindi il pareggio di bilancio.

Il confronto continua, insomma. Sarà Tria a condurlo, a partire da oggi. «La cosa rilevante è che c'è la volontà di trovare un accordo», sottolineavano fonti europee al termine dell'incontro.

Il dato di ieri, insomma, è politico. In serata Conte e Tria hanno incontrato i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con i quali avevano raggiunto un compromesso solo nella notte di martedì.

Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato Conte, Tria e altri ministri al Quirinale. Assente Salvini, in missione all'estero, presente Di Maio. Una colazione prevista che è diventata l'occasione per fare pressing pro accordo. Mattarella ha auspicato un esito positivo della trattativa perché l'alternativa, cioè la procedura di infrazione, può creare «problemi pesanti» all'economia del nostro Paese. Clima più favorevole alle intese, favorito anche dalla rivolta dei gilet gialli in Francia.

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