Ressa di aspiranti sindaci: tredici a Milano, 22 a Roma

Chiuse le liste: spuntano pure i primi movimenti No Vax. Nella Capitale sfida tra due ex calciatori

Ressa di aspiranti sindaci: tredici a Milano, 22 a Roma

Chiuse le liste che correranno il 3 e 4 ottobre prossimo per le elezioni amministrative, non resta che evidenziare curiosità e sottolineare tratti comuni nei singoli agoni elettorali. Iniziamo, ovviamente, dai dati forniti dal Viminale. I Comuni interessati dalla prossima tornata elettorale sono 1.157, di cui 115 superiori ai 15 mila abitanti. L'appuntamento elettorale interesserà circa dodici milioni di elettori.

Cinque i capoluoghi di regione interessati. Si parte con la Capitale dove concorreranno ben ventidue candidati per la poltrona di primo cittadino. Presentate anche 39 liste; diciannove delle quali collegate a tre dei maggiori candidati: sei per Virginia Raggi, altrettante per Enrico Michetti e sette per il candidato del Pd Roberto Gualtieri. Mentre a sostegno di Carlo Calenda ci sarà soltanto la sua lista.

Molti gli aspiranti sindaci anche nel capoluogo lombardo. Per la guida di Palazzo Marino, infatti, sono ben tredici i candidati. Lo stesso numero, tra l'altro, per la corsa al Comune di Torino. Si ferma a otto candidati la competizione elettorale a Bologna e a sette quella del capoluogo partenopeo, dove sono state presentate ben 36 liste. Di queste ben 25 appoggiano soltanto due aspiranti sindaci: Gaetano Manfredi (13), candidato di un centrosinistra allargato ai Cinquestelle, e Catello Maresca (12), l'ex pm antimafia che guida la coalizione di centrodestra. A Napoli è in gara anche un candidato no vax (Giovanni Moscarella) e l'ex sindaco Antonio Bassolino (sostenuto da cinque liste: tra cui Azione di Calenda e una del movimento omosessuale).

Tra le curiosità un posto di rilievo merita Morterone, piccolissimo (solo trentuno abitanti) borgo della provincia di Lecco, dove l'unica lista ammessa è quella presentata dal Partito Gay per i diritti Lgbt, Ambientalista e liberale. Lista che porta Andrea Grassi come candidato sindaco. «Ho scelto di candidarmi a Morterone perché non volevo far chiudere il Comune. In queste settimane parlerò con i residenti e ascoltare le loro volontà - afferma Grassi -. Morterone non può essere commissariata. Mi impegnerò tanto affinché non succeda. Morterone può diventare un polo turistico internazionale ed essere ripopolato. Vogliamo che ogni cittadino possa vivere e star bene nel luogo dove è nato e che non sia costretto ad andarsene per lavorare».

Poi c'è il caso di ben sette comuni su 33 della provincia di Avellino chiamati a rinnovare i consigli comunali. Nei paesi di Lioni, Frigento, Lacedonia, Torella, Teora, Montaguto e Manocalzati la sfida degli aspiranti sindaci sarà soltanto contro lo spettro dell'astensione. Infatti in questi paesi c'è una sola lista in gara. E gli aspiranti sindaci dovranno temere solamente il fattore «quorum» che le recenti normative hanno fissato al 40% del corpo elettorale. Per essere eletti, i candidati sindaco dovranno ottenere almeno il 50% dei consensi validi.

Un capitolo a parte merita il ritorno alle urne per la Regione Calabria. Qui il voto si è reso necessario per la prematura morte di Jole Santelli (ottobre 2020) dopo solo otto mesi di governo. Nel segno della continuità il candidato del centrodestra è stato scelto da Forza Italia (Roberto Occhiuto), contro il quale si sono presentati la lista giallorossa (Pd e Cinquestelle) che appoggia la scienziata Amalia Bruni, la lista di Luigi De Magistris (sindaco uscente di Napoli) e quella di Mario Oliverio, l'ex governatore in rotta con il suo partito (il Pd). Candidatura, quest'ultima, che interviene a rendere ancor più problematico l'inseguimento della Bruni su Occhiuto dato vincitore dai sondaggi con un ampio vantaggio.

Infine c'è il capitolo dei volti noti chiamati a «nobilitare» le liste degli aspiranti consiglieri comunali. Già si è detto di Pippo Franco. Il celebre comico è candidato in una delle liste civiche che appoggiano Michetti a Roma. A Torino, invece, è in corsa il chitarrista dei Subsonica Max Casacci per una delle liste civiche che appoggia il candidato del centrosinistra Lo Russo. Per le comunali capitoline, poi, si segnala il ritorno sulla scena politica di Bobo Craxi, figlio dell'ex leader socialista e presidente del Consiglio. A Roma la sfida è resa ancora più sapida dal «fattore calcio». Due gli ex giallorossi (intesi come giocatori della Roma) in campo. Si tratta di Ubaldo Righetti, 59 anni, ex calciatore, campione d'Italia 1982-83 nella Roma di Niels Liedholm e ora numero due nella lista Pd; e Antonio Di Carlo, 59 anni, ex centrocampista giallorosso nella squadra di Eriksson e ora al fianco di Michetti che, per essere ecumenico, si ritrova al suo fianco anche l'ex terzino biancoceleste Angelo Gregucci.

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