Leggi il settimanale

La rete della "Jeune garde" tra le palestre di Napoli e inni ai jihadisti di Boko Haram. Così l'estremismo rosso si è saldato con l'islam radicale

Un militante del gruppo ha giustificato la decapitazione di un insegnante francese

La rete della "Jeune garde" tra le palestre di Napoli e inni ai jihadisti di Boko Haram. Così l'estremismo rosso si è saldato con l'islam radicale
00:00 00:00

"Salvini Napoli ti odia" è la scritta firmata con la stella rossa e rilanciata sulla pagina Facebook della Jeune garde antifasciste assieme ad altre immagini "rivoluzionarie" scattate nel 2021 durante una probabile "missione" in Italia. Le foto dicono tanto del gruppo solo formalmente disciolto, che secondo una gola profonda ha continuato ad occuparsi "del lavoro sporco in cambio di posizioni" per La Francia indomita, l'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon. Un suo deputato, Raphaël Arnault, fondatore della Jeune garde, che ha due assistiti arrestati per la brutale uccisione del giovane di destra a Lione, Quentin Deranque, pubblicava sui social le immagini degli squadristi rossi. Un gruppo di giovani mascherati, in posa come foto ricordo. E su Instagram, il 19 febbraio 2023, le immagini di altri giovani con un post che spiega tutto: "A Lione, ma anche a Parigi questo fine settimana si è svolto un allenamento di sport e autodifesa della Jeune garde" con tanto di guanto di boxe rosso e spade incrociate. Due anni dopo il gruppo è stato sciolto dal governo, ma in realtà gli squadristi sono ancora attivi.

Non solo: uno dei capetti della falange rossa di origine africana, Hamma Alousseini inneggiava ai tagliagole di Boko Haram e "giusitificava" la decapitazione dell'insegnate Samuel Paty da parte di un jihadista ceceno, che ha sconvolto la Francia. Nome di battaglia Luc Bawa è ripreso a bordo di una barca con lo stesso Arnault e altri amiconi di estrema sinistra.

Le foto dell'"innamoramento" per l'estremismo rosso napoletano postate sulla pagina di Jeune garde comprendono un murales dedicato a Fidel Castro il giorno del funerale del Lider Maximo. E pure una palestra con la stella rossa dove si "allenano" gli estremisti campani.

Sulla stessa pagina Facebook non manca una foto di Sea watch, l'ammiraglia dell'omonima Ong del mare tedesca. L'immagine a favore dei porti aperti per i migranti riprende uno slogan, tradotto in francese, del Collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova.

Una delle vicende più scabrose della Jeune garde riguarda Alousseini, ex ultrà dell'Olympique di Marsiglia, luogotenente di Arnault nella falange di duecento attivisti violenti nata a Lione, ma poi espansa a Parigi, Strasburgo, Lille e Montpellier. Con lo pseudonimo Luc Bawa e una foto che sembra ritrarlo nel deserto del Niger vestito da Tuareg, l'islamo-gauchista, postava su Instagram "mi piace" e la frase "Boko Haram per sempre" firmata da un pugno nero e tre fuochi. Il tutto dopo l'ennesimo attentato dei tagliagole jihadisti. Non solo: ha condiviso il tweet dell'assassino di Samuel Paty, il ceceno Abdoullakh Anzorov, aggiungendo un commento quasi giustificativo. "Criticando e insultando costantemente la stessa religione, questo è il risultato" con emoji beffarde. Paty era l'insegnante decapitato il 16 ottobre 2020 in una cittadina francese dopo una campagna d'odio islamista, in gran parte frutto d'invenzione. Il luogotenente di Arnault è stato indagato per apologia del terrorismo e condannato per un'aggressione in un bar a Lione ai danni di chi non la pensava come lui.

L'aspetto più allarmante è che la falange rossa, nonostante lo scioglimento del gruppo, continuava a fornire protezione all'europarlamentare estremista pro Pal, Rima Hassan. I "protettori" hanno provocato la morte del giovane di destra a Lione.

Secondo Le Parisien, la Jeune garde garantiva sistematicamente la sicurezza durante gli eventi organizzati da La Francia indomita e in cambio otteneva "posizioni", come gli assistenti picchiatori di Arnault. Nel 2025 lo stesso leader, Mélenchon, aveva dichiarato: "La Jeune garde è un'organizzazione alleata, legata al movimento".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica